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ELEMENTI ha trasformato le saline di Cervia in un palcoscenico contemporaneo

Scritto da Salvatore Papa il 4 maggio 2026

Cristina Kristal Rizzo e Riccardo La Foresta. Foto di Chiara Pavolucci

Nel paesaggio rarefatto della Salina di Cervia, dove la linea dell’orizzonte si dissolve tra acqua e cielo e i cumuli di sale emergono come architetture primarie, la rassegna Elementi ha progressivamente costruito uno dei più peculiari dispositivi performativi del panorama contemporaneo italiano. Non un semplice contesto scenografico, ma un ambiente capace di ridefinire le modalità di ascolto, visione e relazione tra pubblico, artista e territorio.

Fin dalla sua nascita nel 2020, la rassegna ideata da MAGMA si è posta come risposta alla necessità di ripensare l’esperienza performativa fuori dagli spazi convenzionali, restituendo centralità al paesaggio. Sin da subito le saline di Cervia sono diventate uno dei luoghi cardine di questa ricerca, grazie alla loro natura ambigua e stratificata, insieme sito produttivo, ecosistema naturale, memoria storica e superficie visiva quasi astratta.

Il paesaggio salinaro ha assunto così il ruolo di palcoscenico contemporaneo. Qui la percezione è amplificata dalla luce, dal vento, dalla rifrazione dell’acqua. Dalla chitarra e dall’elettronica di Mike Cooper alle pratiche di soundwalk di Tim Shaw nel 2022, dai live site-specific di Cucina Povera, Giuseppe Ielasi, Cristina Rizzo e Riccardo La Foresta fino all’ascolto prolungato di Monopoly Child Star Searchers e Dolphins Into The Future, progetti di Spencer Clark e Lieven Martens, la presenza degli artisti non si è mai sovrapposta al paesaggio ma si è inserita in una dinamica di coesistenza, in cui anche elementi minimi – una voce, una frequenza, un gesto – modificano la percezione complessiva. A questa traiettoria si aggiungono oggi nuove pratiche di ascolto e attraversamento, come il dialogo tra paesaggio e gamelan contemporaneo del NIST-NAH Ensemble (30 maggio 2026) e la ricerca vocale di Ugnė Uma (26 luglio 2026).

– scorri sulle foto per sfogliare la gallery –

Un dispositivo tanto materiale quanto immateriale che ha mostrato tutta la propria fragilità, e quindi il proprio valore, nel 2023, quando l’alluvione che colpì la Romagna cancellò in poche ore i cumuli di sale, elemento iconico e identitario del paesaggio. Proprio la perdita di uno dei suoi segni più riconoscibili è stata l’occasione per la rassegna non solo di attivare un sostegno diretto al territorio, ma anche di ridefinire il proprio rapporto con quel nuovo assetto visivo e ambientale, confermando l’essenza di un progetto che non si riduce al singolo evento, ma si nutre del contesto e cambia insieme a esso.

Il vuoto è diventato un nuovo spazio di ascolto, attraversato negli anni successivi da pratiche che intrecciano mobilità lenta, partecipazione e dimensione rituale. Gli eventi al tramonto, i percorsi via acqua, le performance concepite in dialogo diretto con l’ambiente hanno segnato un’evoluzione verso forme sempre più esperienziali, in cui il pubblico non è spettatore passivo ma parte integrante dell’attraversamento.

La salina di ELEMENTI è oggi uno spazio di coesistenza, tra passato e presente, tra funzione e astrazione, tra identità e sperimentazione. In questo equilibrio instabile, reso ancora più evidente dalla prova dell’alluvione, si definisce la forza del progetto, nella capacità di trasformare un luogo profondamente radicato nella tradizione in un laboratorio aperto ai linguaggi del contemporaneo.

In una fase delicata di ridefinizione della Salina, il Comune di Cervia ha investito nella realizzazione di una pista ciclabile e pedonale che consentirà un accesso libero del pubblico dentro la Salina. Parallelamente, è ormai giunto a compimento il Museo delle Acque (inaugurerà a maggio probabilmente), intervento di riqualificazione, finanziato con fondi PNRR, di una storica architettura industriale alle porte della salina legata alla tradizione salinara, le cui future destinazioni culturali non sono ancora state definite.

In questo scenario, ci si augura che la traiettoria di MAGMA con Elementi, rispettosa e qualificante per il contesto, possa essere non solo preservata, ma anche sostenuta attraverso nuove opportunità. Opportunità che oggi rappresentano una risorsa sempre più rara per piccole realtà culturali, spesso non allineate a dinamiche esclusivamente commerciali e/o a logiche che poco hanno a che fare con la cultura. Più che una criticità, questa fase può essere letta come una possibilità concreta per Cervia (e non solo) di proseguire lungo il percorso già tracciato da Elementi.