Dopo la data già passata dei Notwist, Express Festival 2026 continua al Locomotiv Club con una line up che conferma la vocazione della rassegna: intercettare alcune delle traiettorie più interessanti della musica contemporanea, dal songwriting all’elettronica di ricerca. Nato nel 2007 insieme al Locomotiv, Express si è costruito negli anni un’identità precisa, capace di mettere in dialogo nomi di culto e grandi promesse che sfuggono alle categorie più immediate.
L’11 maggio tocca a Puma Blue, alias di Jacob Allen, musicista inglese che negli ultimi anni ha costruito un linguaggio personale sospeso tra trip-hop, jazz notturno, dub techno ed elettronica atmosferica. Il nuovo album Croak Dream, registrato in presa diretta ai Real World Studios, spinge ancora più avanti questa scrittura liquida e stratificata: un disco vivo, attraversato da improvvisazione e tensione emotiva. In apertura ci sarà l’artista britannico di origini nigeriane Tony Njoku.
Il 21 maggio arrivano i Califone, maestri della scena americana degli ultimi vent’anni. Guidati da Tim Rutili – già anima dei Red Red Meat – hanno trasformato folk, blues e Americana in una materia mutevole e adatta alla sperimentazione. I lavori più recenti, Villagers e The Villager’s Companion, confermano una creatività ancora sorprendente e una scrittura che continua a sfuggire alle mode.
Il 28 maggio, in collaborazione con Gemini Extra, salirà sul palco Lucrecia Dalt, artista colombiana che negli ultimi anni si è affermata come una delle figure più rilevanti della ricerca elettronica contemporanea. Dai primi lavori più astratti fino alla maturità espressiva di A Danger to Ourselves, Dalt ha costruito un universo personale in cui sound design, scrittura bilingue, bassi profondi e dettagli timbrici si intrecciano in una dimensione immersiva e quasi cinematografica.
L’1 giugno è la volta dei Sanam, progetto libanese tra i più interessanti emersi nell’area della musica globale contemporanea. Il loro Sametou Sawtan, pubblicato dalla storica Constellation Records, è una pratica sonora collettiva che intreccia improvvisazione, stratificazioni ritmiche e una ricerca capace di tenere insieme tradizione e radicalità.
Gran finale il 29 giugno con Aldous Harding, presenza magnetica e inclassificabile della scena songwriter internazionale. Le sue canzoni si muovono in equilibrio tra delicatezza e inquietudine, tra folk essenziale, melodie sospese e testi enigmatici che sembrano aprire continuamente nuovi significati. Ad aprire la serata sarà la cantautrice neozelandese Vera Ellen.