FOG rifiuta etichette e generi, attraversa i linguaggi del contemporaneo per restituirne tutta la complessità. Nel 2026 mette al centro una riflessione sulla memoria individuale e collettiva a partire dal corpo: è lì che affiorano ferite, eredità, conflitti e possibilità di trasformazione. Le relazioni affettive diventano territori ambigui e rivelatori, dove desiderio e violenza, fiducia e tradimento, intimità e libertà si intrecciano senza mai risolversi.
Lingue e geografie come campi di resistenza.
Il festival insiste su un nuovo ascolto e su un’ecologia della presenza: pratiche partecipative e interspecie ridisegnano il rapporto tra individuo, ambiente e comunità, aprendo spazi di connessione e cura. Uno sguardo multicentrico post e neocoloniale attraversa lingue e geografie come campi di resistenza, interrogando le eredità del colonialismo, le migrazioni e il linguaggio come dispositivo di potere o emancipazione.
Tra installazioni, immersioni e dispositivi partecipativi, la scena si fa esperienza condivisa: lo spettatore non assiste, abita. Un’indagine transdisciplinare in dialogo con Milano e una rete di partner che cresce, tra cui l’Institut français Milano e BASE Milano.
Dal 27 febbraio al 26 aprile FOG torna a Milano con 37 artisti da 23 Paesi, 30 appuntamenti, 5 produzioni, 4 prime assolute, 11 nazionali e oltre 70 repliche. In line-up nomi che hanno riscritto la scena live – da Marcos Morau ai Motus – accanto a debutti italiani e nuovi talenti. Forte l’asse produzione e scouting, tra reti italiane ed europee come EBA Europe Beyond Access.
I grandi nomi ormai avete imparato a individuarli da solə, quindi noi vi lasciamo delle perle rare da segnare in agenda: il 3–4 marzo con Alberto Cortes e Analphabet; l’8 marzo con A Forbidden Distance. Special Edition di Saint Abdullah, Eomac e Rebecca Salvadori. Il 14–15 marzo arriva Benjamin Kahn con The Blue Hour; mentre il 24–25 marzo Marco Berrettini presenta Jiddu. Il 25 marzo Daniele Ninarello e RISE; il 26 marzo al Teatro Filodrammatici di Milano Sentieri Selvaggi porta Femenine di Julius Eastman. Il 28–29 marzo Tara Manić firma How I Learned To Drive; l’11–12 aprile Ersatz, Création dans la Chambre con Au Jardin des Potiners; il 13–14 aprile da BASE Milano Ewa Dziarnowska presenta This resting, patience; e il 15 aprile Three Verses of Solitude di Maya Zbib, Lee Serle, Ben Frost e Zoukak Collective. Ecco a voi gli highlight da non perdere, prenotate il vostro posticino, noi intanto vi racconteremo la stagione evento dopo evento sul nostro calendario.




