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Milano al cinema | Maggio

Ogni mese film da non perdere e una sala da scoprire: continuiamo con gli appuntamenti di maggio e con il Cinema Godard

Scritto da Benedetta Pini/77 il 6 maggio 2026

Le Bambine_Valentina Bertani, Nicole Bertani

Milano al cinema è curata da 77 magazine: sistema aperto di collettività non performativa che esplora l’audiovisivo attraverso contenuti editoriali e momenti d’incontro.

Una guida a uso e consumo di chi nel cinema non ha mai smesso di crederci, ma anche, e soprattutto, di chi lo aveva mollato e ora si deve (e vuole) ricredere. Una manciata di titoli proposti all’interno di rassegne, cineforum, curatele ed eventi speciali che diffondono a Milano la nuova linfa della settima arte. Ma non solo: a ogni uscita ci prenderemo cinque minuti per approfondire una delle realtà speciali di Milano che si prendono la briga di portare avanti questo moto culturale legato al cinema, fatto di passione, lotta e resistenza. Questo mese è il turno del Cinema Godard.

LE INIZIATIVE DEL CINEMA GODARD
DA NON PERDERE A MILANO

Jean-Luc Godard ha passato la vita a ripetere che il cinema è ciò che sta tra le cose, non le cose stesse. È lo spazio vuoto tra due fotogrammi, l’attrito tra un’immagine e un suono che non c’entra nulla. Fondazione Prada ha deciso di intitolargli una sala nel 2023: un perimetro di cemento e metallo disegnato da Rem Koolhaas (studio OMA), ovvero una traslitterazione in architettura di questa ossessione per l’assemblaggio (in cinema, il montaggio) come atto di collisione. L’edificio di Largo Isarco non è uno sfondo, è un vero e proprio dispositivo: un “cinema ideale” che nasce con un’anima trasformista – una parete longitudinale può aprirsi completamente, proiettando la sala verso il cortile e ribaltando il concetto di visione chiusa e con delle poltrone spropositatamente comode e dall’iconico tono di colore. Chiamarlo Cinema Godard è una dichiarazione di intenti: trattare il cinema come un corpo da sezionare in cui generi, formati ed emotività collidono, lontano dalle logiche della sala commerciale.

La curatela di Paolo Moretti si muove sulla stessa linea: montaggi di visioni e nessi critici tra ciò che è stato e ciò che sta arrivando. Il livello della proposta mensile è sempre alto e i prezzi sono rimasti invece molto accessibili.
A maggio, il mosaico si fa ancora più estremo negli accostamenti, lavorando sui fantasmi del passato e sulle icone che hanno segnato il nostro sguardo presente. Il perno del mese è la retrospettiva #Soggettiva dedicata a David Lynch: un viaggio che va dalle origini industriali di Eraserhead fino all’abisso di Inland Empire. Lynch sta a Godard come l’incubo sta all’intelletto: entrambi hanno scardinato la realtà-Matrix con il loro cinema, lasciandoci inermi di fronte a ciò che resta tra le macerie della narrazione. E poi si scivola su David Lowery, con l’anteprima italiana di Mother Mary e di Storia di un fantasma, un dolceamaro affondo sul tempo e sull’assenza.

Maggio è anche il mese delle collisioni tra sacro e profano. Da una parte il centenario di Marilyn Monroe (#MM), che prova a isolare l’attrice dal luccichio di fondo del glamour più pop; dall’altra la brutalità padana del gotico rurale di Pupi Avati con La casa dalle finestre che ridono, presentato il 23 maggio con il produttore Antonio Avati. Il programma continua a stratificarsi con l’anteprima di Ghost Elephants di Werner Herzog, l’esordio alla regia di Kristen Stewart (The Chronology of Water per #Queerelle) e il debutto delle sorelle Bertani con Le Bambine. Tra i classici di Agnès Varda e Cocteau, e la maratona integrale di Kill Bill.

DA NON PERDERE A MILANO – MAGGIO 2026