OGR Torino – Officine Grandi Riparazioni. Un punto

Che cosa sono, che cosa c'è, che eventi ospitano

Scritto da La Redazione il 20 ottobre 2017
Aggiornato il 25 gennaio 2018

Foto di michele d'ottavio

A parte i 50000 visitatori che ci sono già stati, tutta Artissima vorrà vedere questa ottava meraviglia, questo luogo fortunato dove sono stati riversati più denari per centimetro quadro che in ogni altra parte di Italia. Si parla addirittura del nuovo Pompidou, incomparabile a progetti solo in apparenza somiglianti come Base a Milano.
Così scriveva su Zero a marzo Anna Pagani, presentando il progetto: «Le Nuove (quindi) Officine Grandi Riparazioni di Torino aprono le porte dopo un lavoro di restauro e riconversione unico in Europa, il primo mirato a trasformare l’architettura industriale e operaia ottocentesca in una nuova officina dell’arte e della tecnologia. “Distretto della Creatività e dell’Innovazione”: così saranno battezzati i 20.000 metri quadri di terreno in cui startup, imprese innovative, Big Data e gaming insieme a mostre, spettacoli, concerti, teatro, danza s’incontreranno e scontreranno. Indispensabile per sopravvivere all’intensa attività sarà l’area dedicata al Food, pensata come showcase dell’importante filiera enogastronomica piemontese. L’investimento diretto viene dalla Fondazione CRT che, in occasione dei suoi 25 anni, ripropone le OGR come luogo di ricerca artistica e tecnologica, creando 150 posti di lavoro e offrendo dal 30 settembre al 14 ottobre eventi gratuiti dai programmi ininterrotti. Riparare attraverso Cultura e Tecnologia una società che ha bisogno d’Arte e Innovazione come medicina: a gestire l’ambulatorio, il nuovo direttore artistico delle OGR Nicola Ricciardi, curatore e critico d’arte contemporanea».
 
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E poi aggiungeva a settembre, alla vigilia dell’inaugurazione: «I primi punti sono stati messi ai 9.000 metri quadri delle Officine Nord, dove danza, musica, mostre, teatro e realtà virtuale creano nuovi tessuti. Binari, Sala Fucine e Duomo non ospiteranno più i treni riparati bensì idee rigenerate. Le Officine Sud sono l’innovation hub che ospiterà in ambienti vetrati Politecnico di Torino, Isi Foundation, Ambasciata degli Stati Uniti e Dipartimento di Stato americano. Da officine, le OGR diventeranno una grande casa vetrata lunga 200 metri, pronta ad accogliere start-up e soprattutto i giovani che, fuggiti all’estero, rientrano in patria armati di sapere. A tracciare i ponti tra questi due teatri il transetto, o lo “Snodo”, unirà scienziati, artisti e pubblico attorno a un tavolo di lunghezza record (25 metri) chiamato appunto “social table”. Area lounge, cocktail bar e due ristoranti very fancy saranno luogo di aggregazione aperto 7 giorni su 7, arricchito dalla presenza dell’opera d’arte Track di Arturo Herrera».
Oltre a Herrera c’è l’opera permanente di William Kentridge, Procession of Reparationists, e c’è stata per un tempo inspiegabilmente breve l’installazione di Patrick Tuttofuoco, dal 30 settembre (opening OGR, il cosiddetto Bing Bang) fino al 13 ottobre, mentre in occasione di Artissima si apre la grandiosa Come una Falena alla Fiamma, in collaborazione con la Fondazione Sandretto.
 
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La vera botta per ora ricade sulla notte: già meta nel lontano 2013 dei clubtoclubbers, OGR ha ospitato in rapida successione dall’opening Moroder, Omar Souleyman e Atomic Bomb!+Chemical Brothers, e si appresta a ricevere i Kraftwerk ad Artissima e persino i New Order a dicembre.
 
Kraftwerk
 
Può reggere uno spazio a questo ritmo? Noi speriamo di si, e intanto guardiamo che succede.