Scritto da Martina Di Iorio il 30 maggio 2018
Aggiornato il 13 giugno 2018

Vi siete mai chiesti cosa renda unico il prodotto, il piatto, la ricetta degustata durante una sagra? Amaro Ramazzotti lo sa e ha deciso di svelarvelo.

Oltre il salato, il dolce, l’umami, l’amaro, l’acido, esiste il sesto gusto che va oltre il palato. E’ quella sensazione squisita che si attiva nel momento in cui si assaggia un determinato prodotto e subito scatta il nesso con un territorio, la sua tradizione, il folklore, il proprio vissuto e la propria memoria.
Il cappelletto ferrarese mangiato lì, sul posto, ci proietta immediatamente in un’atmosfera godereccia di festa. Lo si mette in bocca e si sente il chiacchiericcio arguto delle “azdore”, si ascolta il ritmo della mazurka, si sente sulla pelle quel bacio sulla guancia rubato sulla pista da ballo in un’estate lontana.
Ha un sapore particolare, una sintesi sublime di concretezza e immaginazione, realtà e poesia, dalla forte tonalità affettiva ed emotiva saldamente agganciata al mentale.

Amaro Ramazzotti ha dato un nome a tutto ciò: Ausano, il sesto gusto.

Amaro Ramazzotti lo ha sintetizzato in una formula, frutto di una ricerca empirica durata più di 150 anni:

A= RM2 + ZT

A sta per Ausano, in omaggio al suo fondatore, “R” sta per ricordo, “M” per momento, “Z” per zona e “T” per tradizione. R e M raccontano la parte più soggettiva, ovvero quell’indescrivibile, viscerale, potente, immaginifica euforia attivata da emozioni, ricordi, esperienze personali e vissuta in un momento preciso. Z e T sono invece la sintesi dell’aspetto oggettivo e culturale dove entrano in gioco le tradizioni e le caratteristiche specifiche di una zona e di un territorio.

Si gode con tutto il corpo, si assaggia con la mente, si degusta con la tradizione.

Amaro Ramazzotti racconta la scoperta del sesto gusto Ausano con il Gusto delle Sagre, sostenendo e promuovendo 20 tra le migliori sagre d’Italia.

Genesi della formula e del nome
Il nome Ausano è un tributo al fondatore di Amaro Ramazzotti, un farmacista visionario che amava cimentarsi con formule ed erbe per creare sciroppi. Un uomo intraprendente con doti di alchimista, un sognatore scienziato e, in quanto tale, alla continua ricerca di uno schema logico da applicare all’esperienza.

Così, Amaro Ramazzotti ha voluto trovare una formula da applicare alla esperienza che ha vissuto lo scorso anno su è giù per le regioni italiane, in paesi e borghi in festa, alla scoperta di giacimenti gastronomici, riti, tradizioni, leggende, folklore, ricette, dialetti, danze, canzoni.
Si è reso conto di come un cibo o una ricetta assaggiata in un momento e in una zona specifica abbiano un gusto particolare capace di sorprenderci, affascinarci, appagarci e regalarci un piacere assoluto che sfiora la perfezione.
Come il suo fondatore, Amaro Ramazzotti ha voluto racchiuderne il portato sensoriale in una formula, per l’appunto: A= RM2 + ZT.