Guido Catalano

Il poeta cabarettista è il curatore della Prima Diffusa

Scritto da Gaia Piai il 27 novembre 2017
Aggiornato il 29 novembre 2017

Luogo di nascita

Torino

Attività

Poeta

Nasce a Torino nel 1971. Inizia a scrivere durante gli anni delle superiori. Frequenta il Liceo Classico ma manifesta problemi d’apprendimento, infatti viene bocciato in quarta ginnasio. A 17 anni diventa frontman dei Pikkia Froid, band rock-demenziale, per la quale scrive i testi delle canzoni. Una volta sciolta la band, Guido scopre che in realtà i testi delle canzoni sono una scusa per trasformarsi nel poeta cabarettista che conosciamo oggi.
Dopo aver fatto il pozzettista, il portiere di un residence e il correttore di bozze, nel 2000 pubblica la sua prima raccolta e nel 2005 apre il suo blog.
Da qui la sua ascesa sui social network è inarrestabile fino alla pubblicazione nel 2016 del suo primo romanzo, D’amore si muore ma io no, parzialmente autobiografico. Il suo tour di reading quest’anno ha macinato 50 tappe e migliaia di presenze, portandolo ad essere ancora più snobbato ed amato.
Amante della musica al punto da definire la poesia una canzone con il ritmo incorporato, quest’anno è il curatore della Prima Diffusa.
Ecco cosa gli abbiamo chiesto noi di Zero.

Ciao Guido, dai Pikkia Froid alla Prima Diffusa , la musica è il tuo diapason… ci racconti tutti i passaggi di questo percorso iperbolico?
In effetti volevo fare la rockstar. Ho iniziato a cantare (male) intorno ai diciotto anni e scrivevo anche spassosi testi che avevano un discreto successo. Poi il gruppo si è sciolto e ho ripiegato sul mestiere di poeta professionista che c’erano più posti liberi.
Malgrado ciò non ho mai abbandonato la musica: continuo a collaborare felicemente con musicisti di generi vari.
D’altra parte penso alla poesia come a una canzone con il ritmo e la musica incorporate.

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Quanti nazisti sono morti ultimamente? (quanti baci hai dato?)
Ultimamente mi sto baciando molto, dunque mi piace pensare ad un’ecatombe nazista.
Invito tutti a fare lo stesso per portare un po’ di luce in questi tempi bui.

La tua poetica mette in luce il lato ironico e romantico dell’amore (regala una poesia ai nostri lettori innamorati)
Con molto piacere. È una poesia a tema primaverile amoroso, non priva di scoiattoli e baci e pugni.

Ho bisogno di un semplice pretesto
per dichiararti guerra
o andare al mare
magari per farti
una dichiarazione d’amore
non lo so
dammi un pugno
un bacio
facciamo colazione
che poi ti porto al parco
a vedere gli scoiattoli
rimbambiti dalla primavera.

Noi giovani quarantenni e l’amore (che ne pensi?)
In quanto quarantaseienne mi piace pensare di fare parte del vostro gruppo di giovani quarantenni.
Penso che l’evoluzione tecnologica e l’avvento dei social abbia cambiato molto le nostre abitudini. Ogni tanto temo che questo essere in perenne contatto non sia un bene. Altre volte ne sono felice.
In ogni caso io WhatsApp, non ce l’ho e ho un telefonino vecchia scuola da 39 euro.

Sei emozionato, preoccupato ? Se ti mandano al patibolo te lo dipingiamo :-)
Per essere un poeta sono piuttosto di buon umore.
Rispetto ad Andrea Chénier, se mi mandano al patibolo scappo in Messico (ho un biglietto aperto di sola andata).
Rispetto alla sfida che Edison mi ha lanciato per interpretare la Prima Diffusa, non posso che dirmi contento.
Da anni lavoro per portare la Poesia fuori dai luoghi convenzionali.
Ho letto poesie in quasi tutti i posti possibili, comprese le scale mobili di una stazione della metropolitana.
Dunque penso che portare l’Opera in giro per Milano e non solo a teatro sia un’ottima idea e sono certo che sarà un successo.