L’artista presenta una performance che si sviluppa come un processo di trasformazione che ribalta le convenzioni della percezione ed esorta il fruitore a oltrepassare i limiti fisici e mentali. Attraverso una microcamera, Luisa Fagiolo rintraccia le linee di una carpa e di un dragone tatuati sulla sua schiena. Le immagini, proiettate in tempo reale sulla parete adiacente, si intrecciano con la sua lettura in giapponese del mito della carpa koi, che diventa il filo conduttore della performance.
Geschrieben von Nicola Gerundino