Una performance audiovisiva che indaga il rapporto tra identità e migrazione come condizione esistenziale e politica del presente. Il progetto nasce già come attraversamento di confini, grazie alla collaborazione tra artisti provenienti da geografie e traiettorie culturali differenti: gli irano-canadesi Saint Abdullah (Mohammad e Mehdi Mehrabani-Yeganeh), il musicista irlandese Eomac (Ian McDonnell), la filmmaker italo-australiana Rebecca Salvadori e, per la prima volta nel progetto, il visual artist londinese Charlie Hope.
Sul palco suono e immagine non si fondono in un’unica superficie, coesistono come presenze autonome, ciascuna con una propria voce. Mettono in atto la migrazione nello spazio performativo, attivando una trama di relazioni che restituisce la complessità dell’esperienza diasporica come storia di distanza e, al tempo stesso, di connessione umana.
Geschrieben von LR