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Di 10.03 2026

Ruth Goller

Wo

30Formiche
Via del Mandrione 3, 00176 Roma

Wann

Dienstag 10 März 2026
H 22:00

Wie viel

sottoscrizione + tess. ARCI

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Se immaginiamo il paesaggio dell‘Alto Adige vedremo montagne e ruscelli, simpatici animaletti, abbuffate di salumi e formaggi. Sicuramente non vengono in mente punk e jazz. Deve averla sofferta molto questa cosa Ruth Goller, nata nel piccolo comune di Bressanone. Infatti a vent’anni ha abbandonato caprioli e vallate per volare verso la capitale Europea della musica: Londra.

Da allora la bassista si è affermata come punto fermo di una scena che per definizione è porosa e poco incline alle definizioni. Partita dal punk si è trovata immersa e affascinata dalla libertà offerta dal jazz, finendo per fare parte del nucleo originario che ha gettato le fondamenta di quel rinascimento londinese di nu-jazz che oggi diamo quasi per scontato. Ruth ha suonato con tutti, dagli inizi: i sempre poco celebrati Melt Yourself Down e Acoustic Ladyland, Shabaka Hutchings, Kit Downes, Sam Amidon, Bojan Z, Marc Ribot, Rokia Traoré.

Negli ultimi anni l’abbiamo vista dal vivo al fianco di quel folletto magico che è Alabaster DePlume. Un altro che mescola sensibilità punk e free-jazz, psichedelia e spoken word. Senza la capacità intuitiva del basso della Goller, gli show dell’artista londinese pubblicato dall’International Anthem varrebbero la metà.

Nel 2024 Ruth si è affidata proprio all’etichetta di Chicago per confezionare un album in cui finalmente si prende la scena. „Skyllumina“ è un bellissimo viaggio avant-jazz, in cui il suo basso storto e ambiguo da un punto di vista tonale guida tutto l’ascolto. I suoi accompagnatori nell’album includono i compagni di etichetta della International Anthem Bex Burch, Tom Skinner e Frank Rosaly, oltre al prolifico musicista britannico Sebastian Rochford e al collaboratore di lunga data dei Vula Viel Jim Hart. Tra arpeggi avvolgenti, interplay raffinato ed elettronica acquatica le composizioni si aprono e chiudono in un gioco di specchi che lascia incantati. Strutture aperte che in qualche modo finiscono per comporre delle canzoni senza confini, che cullano l’ascoltatore e lo stimolano allo stesso tempo.

Geschrieben von Giulio Pecci