Il palco è avvolto da una luce riflessa da un fondale di sottili striscioline argentate: un’atmosfera da discoteca anni Ottanta, con echi di sfere specchiate che illuminano i danzatori. La musica però, in questo caso, mescola synth a una partitura eseguita dal vivo dal sassofonista Dan Kinzelman. I suoni live, insieme al concetto di “corpo vivo”, sono tra le cifre stilistiche che caratterizzano i lavori del coreografo Daniele Ninarello. In Rise il performer trova la sua forma attraverso la reiterazione del movimento: gesti che si ripetono, uguali, capaci di restituire frammenti di mondo, di scena, di universo, in cui l’unica urgenza sembra essere quella di danzare insieme senza una meta.
Geschrieben von Francesca Rigato