Terzo e ultimo capitolo della mostra personale di Cati Bestard Rotger. Il ciclo si risolve in un paradosso: nulla scompare davvero. Piuttosto, la trasformazione emerge come una condizione fondamentale della realtà, ciò che sembra svanire continua a esistere in forme alterate oltre i limiti della percezione.
Le opere in mostra derivano dalla serie „era“ (2022), composta da fotogrammi analogici in bianco e nero realizzati utilizzando materiali di scarto come involucri e imballaggi plastici monouso, oggetti che perdono la loro funzione e il loro valore d’uso nel giro di pochi istanti. Attraverso il contatto diretto tra luce, oggetto e carta fotosensibile, questi materiali vengono trasformati in presenze ambigue, sospese tra forma organica e apparizione spettrale. Le immagini non restituiscono gli oggetti nella loro riconoscibilità, ma li trasfigurano in impronte luminose, evocando tessuti, corpi o strutture biologiche che sembrano emergere da uno spazio indeterminato.
Evitare il ciclo infinito non significa interrompere la ripetizione, ma riconoscerne la continuità attraverso la trasformazione.
Geschrieben von La Redazione