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Do 16.04 2026

Les Négresses Vertes

Wo

Alcatraz
Via Valtellina 25, 20159 Milano

Wann

Donnerstag 16 April 2026
H 21:00

Wie viel

€ 32,20

Kontakte

Sito web

A Parigi tra il 19° e il 20° arrondissement, Le Baratin offre un’atmosfera intima e piatti della
tradizione, curati e delicati. Superando l’insegna dorata e la vetrina verde salvia si entra in
un bistrot dal sapore antico e accogliente. Il bancone avvolge il locale con il suo legno
venato di un rosso carnoso, le cementine a terra sono tutte diverse, alcune sono di un
azzurro acceso e si sposano perfettamente col mood del locale.

Negli anni Ottanta era il rifugio domenicale di un gruppo musicale che del bistrot ha proprio
l’anima: Les Negresses Vertes. Me li immagino lì, seduti ad assaggiare rognon de veau con del buon vino rosso. Il suono dei bicchieri che al bancone tintinnano e Helno (fondatore del gruppo) che alza il calice e, un po‘ alticcio, comincia a cantare voilà l’été: le fisarmoniche seguono il canto già sbronze, i fiati sono fuori tempo e le chitarre fanno pensare a Django Reinhardt e alle sue sei corde manouche. È tutto caos, sudore, i corpi sono vicini e si agitano a ritmo di questa patchanka improvvisata nella quale stili musicali e tradizioni differenti si mescolano tra loro.

Prima ancora dei Negresses Vertes, è Manu Chao con la sua band parigina Mano Negra ad
averci insegnato a stare al ritmo di una patchanka. Basta ascoltare Mala vida (brano
manifesto del gruppo) per capire come abbiano rappresentato la musica di frontiera e siano
diventati portavoce di un contesto politico culturale libertario, in movimento perpetuo per il
mondo intero. Hanno unito il rock allo ska, il reggae alla musica latina, le sonorità gitane al
cantautorato e ce lo hanno dato in pasto per farci ballare e pensare. Les Negresses Vertes, invece, hanno tradotto la patchanka in qualcosa di più intimo, più legato ad una serata parigina in un bistrot aperto tutta la notte, sono stati meno politici ma più poetici e malinconici, hanno usato il linguaggio come prova di teatro d’improvvisazione
cantato e sudato.

Helno non è stato solo il paroliere e cantante ma un leader sconnesso che ha tenuto insieme
generi ed emozioni in dialogo tra loro. La sua prematura scomparsa nel 1993 ha lacerato il
gruppo all’apice del successo con allora due dischi all’attivo: l’esordio incredibile con Mlah e
il successivo, più sapiente, Famille nombreuse. La sua morte ha reso quella eterna festa bohemienne più dolceamara. Passano gli anni e i Negresses continuano una carriera più lineare e leggibile per un pubblico più ampio. Hanno mutato lo stile ma non la sostanza della loro anima libera e dopo anni di pausa da tournée e palchi, il gruppo francese ha ripreso in mano l’eredità della propria storia tornando a suonare dal vivo. Guidati dallo storico chitarrista Stéfane Mellino festeggiano i loro successi in giro per l’Europa con Zobi tour e tornano in Italia per un’unica data, il 16 aprile all’Alcatraz: un modo imperdibile per tornare con il cuore agli anni di quei piccoli e magici bistrot pieni di note ubriache e avventori disperati.
Abbiamo sempre bisogno di poesia.

Geschrieben von Antonella Grafone