La metamorfosi non è solo roba da manuale di biologia o da Kafka. Dal 20 al 26 aprile succede anche a Palazzo Litta che, per MoscaPartners Variations 2026, decide di non restare fermo perché quest’anno il verbo è “diventare”. Diventare altro, diventare meglio, diventare futuro. Il barocco cambia pelle, il cortile si trasforma, il design smette di stare composto e comincia a reagire: ai materiali, all’ambiente, alle idee. E se bisogna cambiare forma, tanto vale farlo in grande. Nel Cortile d’Onore entra in scena l’architetta franco-libanese Lina Ghotmeh, chiamata a progettare il cuore scenografico della mostra con la sua prima installazione site-specific all’aperto in Italia. Il suo intervento dialogherà con l’architettura del palazzo e con i progetti dei designer invitati, trasformando lo spazio in un punto di incontro tra ricerca architettonica, sperimentazione materica e immaginazione progettuale. A guidare questa trasformazione sono i fondatori di MoscaPartners, Caterina Mosca e Valerio Castelli, che dal 2014 hanno trasformato Palazzo Litta in uno degli hub più dinamici della Design Week. La metamorfosi è sempre stata nel loro dna, capaci di riattivare uno dei palazzi storici di Milano come piattaforma aperta per designer, studi e aziende internazionali. Il risultato è una mostra collettiva che attraversa le sale del palazzo e culmina nel cortile, costruendo un percorso in cui tradizione e sperimentazione convivono senza troppa nostalgia. Per una settimana, Palazzo Litta diventa così un piccolo ecosistema creativo dove materiali, architetture e idee si trasformano continuamente. Se la metamorfosi è inevitabile, tanto vale farla bene. E possibilmente sotto un soffitto barocco.
Not just cocoons: even Baroque palaces. April 20–26, Palazzo Litta becomes a metamorphic ecosystem with MoscaPartners Variations 2026. The Baroque changes skin, materials and design react to ideas and surroundings. In the Cortile d’Onore, Lina Ghotmeh debuts her first outdoor site-specific installation in Italy. Palazzo Litta turns into a creative hub where tradition and experimentation coexist.
Geschrieben von Ritamorena Zotti