Ci sono luoghi che promettono di trasformare ogni desiderio in realtà. Hollywood è probabilmente il più potente di tutti. Ma cosa accade quando ci si avvicina troppo alla sua luce? Quando essere guardati, riconosciuti, desiderati smette di essere un sogno e diventa una dipendenza? James Franco porta in scena „Desert Films“, performance di cinquanta minuti scritta dallo stesso Franco e diretta insieme a Peter Gold, con Blaine Kern III e la partecipazione della cantante lirica Elli Papadiamanti. Un lavoro in lingua inglese con sottotitoli italiani che nasce dichiaratamente dall’ossessione di Franco per Hollywood, per la sua storia e soprattutto per quel confine sottilissimo dove il desiderio di avvicinarsi al cinema può trasformarsi in qualcosa di profondamente oscuro e distruttivo.
Il deserto del titolo sembra allora essere molto più di un luogo. È uno spazio mentale. Una terra arida disseminata di immagini, aspirazioni e fantasmi nella quale il successo può apparire contemporaneamente come miraggio e condanna. Al centro dello spettacolo c’è infatti una figura ispirata al Mystery Man interpretato da Robert Blake in „Lost Highway“ di David Lynch. Davanti a lui un giovane attore, rapito e legato a una sedia. Franco veste i panni di Blake che, quasi intrappolato dentro il proprio personaggio cinematografico, costringe il ragazzo a partecipare a una disturbante rappresentazione mentre l’incontro viene filmato e proiettato sullo schermo. Il teatro comincia così a contaminarsi con il cinema: l’immagine riprodotta invade il corpo presente, il primo piano cinematografico entra nello spazio scenico e allo spettatore viene progressivamente sottratta la possibilità di capire dove termini la finzione.
Ed è forse proprio questa vicinanza forzata a rendere „Desert Films“ interessante. Hollywood non viene osservata da lontano attraverso il luccichio di un red carpet. Franco ci trascina dietro l’immagine, nel luogo in cui il desiderio di diventare qualcun altro può iniziare a divorare chi siamo. L’attore, del resto, conosce dall’interno questo universo. Cinema, regia, scrittura, arti visive e performance hanno continuamente attraversato il suo percorso artistico. Qui sembra utilizzare proprio quella familiarità per interrogare il meccanismo che costruisce una celebrità: chi decide cosa vediamo? Quanto di una persona rimane quando la sua immagine diventa infinitamente riproducibile? E soprattutto, quanto siamo disposti a sacrificare pur di essere guardati?
Perché nel mondo di „Desert Films“ la fama assomiglia al sole del deserto: da lontano scalda, seduce, illumina e promette una direzione. Ma più ci si avvicina, più diventa difficile distinguere la luce dall’incendio. E forse Hollywood è esattamente questo: perché ci sono prigioni fatte di muri e poi ce ne sono altre, molto più difficili da riconoscere, costruite con applausi, fotografie, primi piani e desiderio.
ORARI
Martedì 29 settembre ore 21:00
Mercoledì 30 settembre ore 21:00
Giovedì 1 ottobre ore 21:00
Venerdì 2 ottobre ore 21:00
Sabato 3 ottobre ore 21:00
Domenica 4 ottobre ore 17:00
Geschrieben von Andrea Di Corrado