Dai R.E.M. agli Screaming Trees, dai Queens of the Stone Age alla Mark Lanegan Band: se mettete insieme i curriculum dei Drink The Sea viene fuori una piccola enciclopedia del rock. Ma chitarre, basso e batteria sono solo il punto di partenza. Strumenti come oud arabo, sitar indiano e gamelan indonesiano sono parte integrante del suono della band, frutto di sessioni di jam in giro per il mondo.
Il supergruppo nasce dall’incontro di sensibilità molto diverse: Peter Buck con il suo gusto per le chitarre stratificate e le derive psichedeliche, Alain Johannes con un rock ruvido e sperimentale, Duke Garwood che si muove nelle sfumature più scure di blues e folk. A legare questi linguaggi sono le percussioni di Lisette Garcia e la batteria di Barrett Martin, musicista ed etnomusicologo da sempre interessato agli strumenti di tradizioni musicali extra occidentali.
Ritmo e improvvisazione diventano il motore di un live che con naturalezza mette in dialogo vibranti riff alternative rock a suoni provenienti da mondi lontani.
Geschrieben von Marta Perrotta