Dalle prime apparizioni sulla sempre sia lodata Worldwide FM di Gilles Peterson, passando per i Mercury Prize e i principali festival europei, ne ha fatta di strada corto.alto, consacrandosi come una delle realtà più dinamiche del jazz contemporaneo. La sua capacità di comporre, dirigere e padroneggiare qualsiasi strumento decida di suonare, conferisce alla sua band un suono distintivo, che ha plasmato e arricchito la sempre fertile scena jazz britannica.
Il merito di tutto ciò va sicuramente alla visione creativa di Liam Shortell – questo il vero nome di corto.alto – capace di trasformare il suo studio casalingo in un laboratorio di fusione tra generi, in cui la tecnica jazzistica si intreccia col broken beat, il dub e l’hip-hop, mentre Liam passa con estrema disinvoltura dal trombone al basso, dalla chitarra ai sintetizzatori, con risultati sempre ampi e imprevedibili.
Grazie a un approccio libero che abbraccia una molteplicità di suoni e idee, quella di corto.alto è una musica destinata ed evolversi in un viaggio multidimensionale, dove anche il palco vuoto adornato di cavi e strumenti sembra voler raccontare una storia. E questa sera sarà ancora il Monk a regalarcene una nuova, in attesa che il live esploda in un’energia frenetica e carica di groove.
Geschrieben von Fabrizio Melchionna