«12th Isle è un mondo immaginario, anche se attingiamo alla mitologia scozzese; in un certo senso questo si ricollega al concetto di musica „di un altro mondo“ che cerchiamo di promuovere». La Scozia e Glasgow non smettono mai di stupire e il loro essere a nord (molto a nord) di tante altre nazioni e città non gli impedisce di essere con i piedi ben saldi nella contemporaneità, prestando ogni volta al circuito internazionale dei veri e propri numeri uno.
I Mogwai hanno segnato il post-rock, i Franz Ferdinand il riaffacciarsi del post-punk di inizio anni Duemila, Rustie ha ridisegnato il future bass; la Numbers il suono tech/house e quello post-club. L’elenco è lungo e ora bisogna aggiungerci anche una nuova etichetta, la 12th Isle, che si muove più su territori global-ambient-downtempo-chill-hypnagogic. Insomma, uno scrigno di suoni dal quarto mondo, impacchettati in album dalle copertine incantevoli, frutto dell’Art Direction di DJ Crud (aka Al White), che ben figurerebbero in una galleria d’arte contemporanea come in un volume naturalistico del XVIII secolo.
Quest’anno ricorre il decennale della label e il giro d’onore europeo fortunatamente farà tappa a Roma, in collaborazione con Fischio. Si comincia il 24 mattina, sabato, con una selecta alla consolle di Fischio stesso, poi la sera ci si sposta al Trenta Formiche con i live di Loris S. Sarid & Innis Chonnel – ascoltatevi l’ultimo e bellissimo „Looking For Mount Sylvan“, uscito giusto poche settimane fe – e D.K., seguiti dal dj set di Sir Fergus Clark, tra i fondatori della label nonché proprietario delle parole che hanno introdotto questo articolo, e dal Fischio Soundsystem. Domenica chiusura negli spazi di Villa Lontana con altri due live A/V: Fan Club Orchestra e Material Things.
Geschrieben von Nicola Gerundino