“Torture Porn”. Mi chiedo a cosa stesse pensando il critico David Edelstein quando coniò quest’etichetta per il neo-splatter dei giorni nostri (coi vari „Saw“, „Hostel“ e „Martyrs“). Cosa quasi certa è che non sia mai entrato in un negozio di dischi grind/black metal perché, fra booklets e illustrazioni di cui ometterò le nefandezze per non offendere gli stomaci più deboli, credo avrebbe riassettato la sua concezione dell’orrido. In parole povere: i Cannibal magnavano budella e sboccavano brutal death, quando Eli Roth manco si faceva le pippe; se ho voglia di sangue e lividi conto ancora sulla premiata ditta di “Gore Obsessed”. Non sui teen-movie.
Geschrieben von Andrea Pagano