Osteria dei Vecchi Sapori

ZERO hier: Riscopre la vera trattoria italiana

Kontakte

Osteria dei Vecchi Sapori Via Carmagnola, 3
Milano

Zeitplan

  • lunedi 12:30–14:30 , 19:30–23:30
  • martedi 12:30–14:30 , 19:30–23:30
  • mercoledi 12:30–14:30 , 19:30–23:30
  • giovedi 12:30–14:30 , 19:30–23:30
  • venerdi 12:30–14:30 , 19:30–23:30
  • sabato 19:30–23:30
  • domenica 19:30–23:30

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Preise

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Si (off-the-ground)

Geschrieben von Simone Muzza il 10 Juli 2018
Aggiornato il 11 Juli 2018

Tutta colpa mia! Sopraffatto dalla nascita giornaliera di nuovi locali „assolutamente da provare“ dedicati a cibi provenienti da ogni parte del mondo – «poke is the new sushi!»; «bao is the new burger!»; «pizza gourmet is the new pizza!» e via instagrammando – mi ero completamente dimenticato di questa osteria che ci regala soddisfazioni dal 1994 (prima in via Dal Verme e poi in via Carmagnola, sempre all’Isola).
Per una volta vorrei iniziare il racconto della cena lodando i ragazzi dello staff in sala: disponibili, presenti e veloci dall’inizio alla fine, perfettamente coordinati con una una cucina in grado di viaggiare sempre al massimo dei giri (ovviamente complimenti anche a loro).
Il menu, bello robusto anche nei mesi estivi, è un best of delle migliori trattorie italiane, quelle in cui ormai è molto più facile imbattersi fuori dalle grandi città: crostoni di polenta valdostana con lardo di Colonnata; crostini toscani di nonna Nella; tagliere di salumi nostrani con formaggi; testaroli pontremolesi con pesto di noci; tortelli di pere e formaggi al burro fuso, zafferano e parmigiano; malfatti di ricotta e spinaci fatti in casa con i funghi; agnellino sardo arrosto con patate; ossobuco di vitello alla milanese con polenta valdostana; carne cruda di fassona piemontese con tartufo nero del Molise (quest’ultimo presente anche in altre ricette). Tra le poche eccezioni esterofile le svizzerine di Wagyu (razza Kobe) alla griglia con misticanza di insalata, che infatti ordiniamo subito («Kobe is the new Angus!» mi dice quella vocina maligna che mi ronza in testa… ma, a scanso di equivoci, erano buonissime!).
Tutte le portate sono abbondanti e ben condite, il che non significa troppo condite, anzi; senza che nessuno se ne accorga finisce anche la bottiglia di Syrah „a consumo“ (presentatemi chi non la finisce). Visti anche i prezzi concorrenziali (antipasti 7-12; primi 9-11; secondi 9-20) non ci facciamo mancare neanche i dolci (€ 5-6): mousse di cioccolato fondente 72% con granella di nocciole e panna; biancomangiare al latte di mandorle con amaretto di Saronno e frutto della passione; tortino caldo al cioccolato con salsa di lamponi e via godendo.
L’Osteria dei Vecchi Sapori non si smentisce neanche nell’arredamento, con tavoloni, panche di legno per tavolate di amici e un bellissimo pavimento fatto di ciottoli, ricordo del vecchio cortile interno che c’era prima del ristorante.
Andiamo a casa senza fare neanche il giro dei bar dell’Isola, il che vi assicuro è una prova inconfutabile del livello di soddisfazione raggiunta. Cara Osteria dei Sapori, questa volta non ti dimentico più: «osteria is the new-old osteria!»

Simone Muzza