A Milano, in Barona (ma con file che sembrano uscite da un’altra mappa mentale), Pantera è la pizza al taglio che ti fa capire subito che qui non si scherza con la croccantezza. Nato dai fratelli Manuel e Nicolò Trecastelli e già visto spingere pizze vere nella Capitale, il progetto porta a Milano quella “romana fina fina con gli attributi” che sulla carta sembra una sfida, ma nella pratica… boom, colpisce.
Non ci sono comodi posti a sedere: si va di take away come veri criminali della pizza. La base è bassa e croccante, il pomodoro invade la lingua al primo impatto e ti scuote come un beat funky nel walkman. Le farciture girano dal classico al curioso (tipo mortazza doppia con erbette) fino a robe che sembrano uscire da una crime story culinaria — lingua affumicata, pastrami, senape piccante e un filo d’olio che profuma di brace che ti resta addosso come un tatuaggio.
Il supplì qui non è “poi vediamo”; è il sidekick perfetto, come se il tuo morso di pizza avesse invitato il migliore amico a cena. La fila? Fa parte del rito: la gente aspetta anche se sa già che ogni attimo di attesa vale sempre la pena.
Pantera è quel tipo di pizza da guerra urbana: spessore basso, crunch da primo round, sapori che pestano e ti restano in testa. È una pizza che ti fa sentire in periferia e al centro nello stesso boccone, come se Roma e Milano avessero fatto due passi nel tuo stomaco.