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DUMBO

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DUMBO Via Achille Maiocchi, 12
Milano

Nahrung

Ci sono gli hamburger. E poi ci sono quelli per cui siete disposti a fare la fila, sporcarvi le mani e dimenticarvi per un attimo di tutto il resto.

DUMBO arriva a Milano da Parigi e sceglie via Maiocchi per mettere le cose in chiaro: quando si parla di smashburger, non serve costruire un panino alto come un grattacielo per farsi notare. Bastano una piastra rovente, una buona carne e la capacità di non rovinare tutto aggiungendo ingredienti a caso.

La storia comincia nel 2019 a Pigalle, con Charles Ganem e Samuel Nataf e una cucina di appena 17 metri quadrati. Un progetto piccolo, nato per recuperare lo spirito più diretto del fast food americano, ma con un‘attenzione quasi maniacale alla materia prima e alla precisione della preparazione. Il risultato conquista Parigi, dove già nel primo anno DUMBO si guadagna il riconoscimento di miglior burger da Le Fooding. Poi arriva Londra. E adesso Milano, dopo il primo assaggio estivo al Mercato Isola.

Ma veniamo alla parte importante. Quella che vi interessa davvero, inutile fare gli intellettuali.

Il protagonista è il Classic Cheeseburger, costruito attorno a due polpette di manzo frollato per due settimane, schiacciate sulla piastra bollente fino a ottenere quella crosticina caramellizzata che è praticamente la ragione per cui lo smashburger esiste. Fuori croccante, dentro succoso. Sopra, American cheese fuso, cetriolini, cipolla, ketchup Heinz e senape. Il tutto chiuso in un potato bun artigianale, morbido e appena brioche.

Il menu segue la stessa filosofia: poche cose, fatte come si deve. Oltre al cheeseburger classico c’è l‘Earth Burger, la versione vegetariana con polpetta plant-based, American cheese, cetriolini, cipolla, lattuga e salsa della casa. Per accompagnare, patatine fritte cotte due volte, croccanti fuori e morbide dentro, e nuggets di pollo in pastella tempura con salsa agrodolce.

Se vi state chiedendo se valga la pena provarlo, la risposta più sensata è probabilmente smettere di leggere, andare a mangiare e giudicare con la bocca piena. Che, davanti a un cheeseburger fatto così, è anche il modo più educato di stare al mondo.