Osteria Fernanda

ZERO hier: mangia l'amatriciana dello chef.

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Osteria Fernanda Via Del Monte Crescenzo , 18
Roma

Zeitplan

  • lunedi 12:30–15 , 19:30–00
  • martedi 12:30–15 , 19:30–00
  • mercoledi 12:30–15 , 19:30–00
  • giovedi 12:30–15 , 19:30–00
  • venerdi 12:30–15 , 19:30–00
  • sabato c–h
  • domenica chiuso

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Preise

Geschrieben von Arrigo Razzini il 27 Mai 2015
Aggiornato il 25 Juni 2015

Tutto è partito da un piccolo locale in via Ettore Rolli, lì dove la domenica imperversano in banchi di Porta Portese. Qualche tavolo, una bella atmosfera casalinga e un’amatriciana spettacolare che fa presto il giro della città e attira tantissime persone da queste parti. Si capisce sin dagli esordì, però, che l’estro dello chef Davide Del Duca, va ben oltre il grande classico della romanità a tavola, che comunque tuttora è un insostituibile della carta. Col passare degli anni sono arrivati molti riconoscimenti – tra gli ultimi il Premio Birra Moretti Grand Cru per la sua „Birra con il cappelletto“ – fino ad arrivare all’attuale mutazione del locale, che si è spostato di poco, un centinaio scarso di metri, ma che ha cambiato tanto: un ambiente unico e spazioso, dal disegno semplice ma efficace, con una zona „soppalcata“, dove si trova una parte dei tavoli e, sopratutto, la cucina a vista che ti permette di vedere ogni fase di preparazione del pasto. Di piatti da osteria (romana) praticamente non c’è traccia, fatta eccezione per l’amatriciana che è, come detto, uno dei cavalli di battaglia di Fernanda (cottura del guanciale e qualche goccia di aceto balsamico il segreto). C’è è più spazio per la creatività anche se non si si allontana mai dalla concretezza delle pietanze. Ottimi (e assaggiati) il saltimbocca rivisitato, con un fogliolina di salvia croccante, visciole, il fois gras e la carne servita cruda; il canascione ovvero una sorta di raviolo ripieno, servito su una crema di verdure e con acciughe del Cantabrico a dare la salinità; il manzo – un cubetto – scottato e servito con miso, bietole e una crema fredda di fragole. Nella carta trovate anche il premiato cappelletto alla birra, fois gras, nocciole e funghi, fa venire l’acquolina lo spaghetto con melanzana bruciata, scampi e pistacchi. Oltre alle scelte alla carta, da sottolineare i menu degustazione: 38 euro per quello standard con sette portate, 45 per otto, 59 per dare carta allo chef. Buona anche la carta dei vini.