Queen Makeda Gran Pub

ZERO hier: beve birra col nastro.

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Queen Makeda Gran Pub Via di San Saba, 11
Roma

Zeitplan

  • lunedi 12–15 , 18–02
  • martedi 12–15 , 18–02
  • mercoledi 12–15 , 18–02
  • giovedi 12–15 , 18–02
  • venerdi 12–15 , 18–02
  • sabato 18–02
  • domenica 18–02

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Preise

Il mito della regina Makeda risale alla notte dei tempi: con questo nome si indicava genericamente la sovrana del regno di Saba – più o meno l’attuale Yemen – e la Makeda più conosciuta è quella che, come riporta l’Antico Testamento, fece visita a Re Salomone portando doni e ricchezze – nella versione etiope del racconto i due ebbero anche un figlio, il mitico Menelik I. La questione da tenere a mente per il Meakeda romano è l’abbondanza e il surplus di beni commestibili. In primis le birre artigianali, con 40 vie attive che ci vuole un quarto d’ora almeno per incrociare i dati tra birrifici e tipi di birra per fare la propria scelta. Poi c’è il cibo, che viene da una cucina a vista molto grande. Opzione kaiten: un nastro trasportante d’ispirazione giapponese dove scorrono assaggi dai due ai sette euro. Opzione consigliata: tavolo e menu. Cucina da vari capi del Mondo, dai burger agli yakitori, dai fritti al wok. Curioso il menù nordico „Smørrebrød“ – pane di segale scuro con pesce o affettati – e quello dedicato alle uova per il burnch (sabato e domenica). Le birre sono tantissime e sono divise in queste sezioni: „Lager/Weizen“, „Blanche/Saison“, „Lambic/Sour Ale“, „Bitter e Pale Ale“, „Ipa/Apa“, „Belgian Ale“, „Barley Wine“, „Stout/Porter“ e un’ultima sezione „sperimentale“ dedicata alle birre più ardimentose. Tra i birrifici sono molti gli italiani: Baladin, Birrone, Birrificio di Cagliari, Birrificio del Ducato, Free Lions, Arribal, Lariano e la beer firm Malarazza che ha curato la birra della casa, una bitter ale con luppoli americani, bucce d’arancia e bergamotto.