SambaMaki

ZERO hier: ordina un roll dello Chef e un Brasilian Sour.

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SambaMaki Viale Regina Margherita, 168
Roma

Zeitplan

  • lunedi 12:30–15 , 19:30–00
  • martedi 12:30–15 , 19:30–00
  • mercoledi 12:30–15 , 19:30–00
  • giovedi 12:30–15 , 19:30–00
  • venerdi 12:30–15 , 19:30–00
  • sabato c–h
  • domenica chiuso

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Preise

Geschrieben von Arrigo Razzini il 27 Mai 2015
Aggiornato il 10 Juni 2015

C’è voluto metà Equatore per dare la vita al Sambamaki ma ne è valsa la pena. Si parte da Napoli, da dove provengono i due soci Riccardo Di Salvo e Ricardo Takamitsu, quest’ultimo del ristorante giapponese partenopeo Tender. Poi accade che Riccardo venga portato in una delle più famose temakerie di San Paolo, dove un temaki e una Sakerinha – una Caipirinha fatta con il sake – sono l’arco e la freccia di un colpo di fulmine. Eduardo Inoue, il proprietario della temakeria carioca, viene convinto a far parte del team ed eccoli tutti lì adesso, al 168 di Viale Regina Margherita. Entrati vi troverte subito un piccolo bancone dove si preparano i cocktail, per lo più a base di sake; sulla sinistra la cucina a vista, a destra i tavoli per la ristorazione. Quella tra la cultura, anche gastronomica, giapponese e brasiliana è una fusione tutt’altro che recente e „modaiola“: risale, infatti, a una massiccia ondata migratoria nei primi del 1900 con San Paolo che divenne un secondo Sol Levante. Da qui la diffusione del temaki, da qui anche l’utilizzo del sake in drink tropicali, a partire dalla Sakerinha. Al Sambamaki c’è un ulteriore passo in avanti, con il sake che diventa elemento base di molti altri drink: Asian Mojito (sake e rum), Americano Zen (vermut, sake, top di soda, lavanda e rose), Negroni Branco (gin, sake, vermut), Julep Sake e anche uno Spritz rivisitato col sake frizzante. Tra le proposte senza sake si annoverano invece la Caipirinha tradizionale, il Daiquiri e un ottimo Brasilian Sour con vodka aromatizzata al limone, polpa di maracuja, succo di lime, cachaça, cranberry juice, sciroppo di rose, albume d’uovo. Riassumendo, si beve benissimo e si mangia ancora meglio: roll – consigliati il Caranguejo Rei, Saudade o quello dello Chef a sorpresa -, temaki, come detto – un cono d’alga che avvolge riso e pesce – e tartare, sempre di pesce. Per il bere, oltre ai già citati cocktail, da provare anche i sake serviti freddi o con le bollicine.