O'vino

ZERO hier: mangia carne come fosse caviale.

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O'vino Via Pesaro, 8
Roma

Zeitplan

  • lunedi chiuso
  • martedi 20–00
  • mercoledi 20–00
  • giovedi 20–00
  • venerdi 20–00
  • sabato 20–00
  • domenica 20–00

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Preise

Geschrieben von Martina Di Iorio il 29 November 2016
Aggiornato il 2 Februar 2017

Mi piacerebbe che il nome O’vino fosse un doppio omaggio, a “O Superman” di Laurie Anderson e alla pecora, vero super animale capace di fornire formaggi supremi, carne saporita e anche materiale per affrontare senza timore le temperature invernali prossime alle zero. Difficile la prima ipotesi, molto più veritiera la seconda, visti anche i quadretti bucolici in sala che omaggiano il quadrupede d’allevamento per eccellenza. O’vino è ancora un ristorante “da latte”: ha un anno di vita, ma al palato risulta assolutamente prelibato. Sala unica con pochissimi coperti (20 circa), cucina a vista, soffitto in legno e orpelli agresti a richiamare una cucina di sostanza. Consigliato per chi ama la carne, in particolare i piatti a base di interiora, ma va benissimo anche per i piatti di pesce. Il menu varia spesso in base alla spesa, sopratutto per alcuni piatti di per cui c’è un filo diretto con una macelleria di Martina Franca in Puglia – zona rinomata per i mastri lavoratori di carne – tra cui la trippetta d’agnello legata a mano (€ 8) e il “marro” (€ 15), un involtino con interiora avvolto nella retina e legato col budello dello stesso. Se questi due piatti ci sono, ordinateli senza esitare. Seguono, per i primi i bigoli con ragù d’anatra, cioccolato (€ 12) e arancia e le mezze maniche all’amatriciana (€ 10); per i secondi il “secreto” di suino iberico (€ 14) – un tipo di taglio e di carne molto particolare che risulta molto più simile al manzo che non al maiale – e il coniglio ripieno di salsiccia e pancetta (€ 14). Tenetevi spazio anche per i dolci, in particolare per il tortino di cioccolato con cuore di lampone e la stracciatella di ricotta di pecora con cioccolata, pera candita e petali di cannolo siciliano. Prezzi più che ragionevoli (da segnalare il vino al calice a € 3), quantità importanti e, come detto, grande maestria ai fornelli. Tornati a casa l’attività di conteggio ovini per addormentarsi diventa superflua.

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