Bulk

ZERO hier: Pensa di vedere la Moratti dopo il secondo drink

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Bulk Via Aristotele Fioravanti, 4
Milano

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Geschrieben von Martina Di Iorio il 26 April 2017
Aggiornato il 1 September 2017

Ai milanesi più underground questo nome dovrebbe già dire qualcosa, vista anche l’ubicazione a due passi dalle ceneri di quello che fu il centro sociale per eccellenza dei ruggenti anni 90. A ben vedere poco ha da condividere – se non il nome – questo nuovo locale che porta la firma di Giancarlo Morelli, lo chef stellato di Seregno e di Mattia Pastori, al bancone del bar. Il Bulk non è di certo quel genere di locale che va preso a cuor leggero: all’interno del cinque stelle Hotel Viu Milano, è facile sentirsi come Bill Murray e Scarlett Johansson in Lost in Translation.

La sala del Bulk con la cucina a vista
La sala del Bulk con la cucina a vista

Ambiente raffinato, contemporaneo, luci soffuse che incorniciano un bancone da capogiro e una cucina a vista perfettamente organizzata e tirata a lucido. Peccato che io lo sia meno, e un po‘ titubante vengo accolta da una schiera di camerieri e hostess in perfetta pendant con il resto. Aspetto il mio + 1 nell’area esterna, che è più un retro via o come mi suggerisce appena arrivato con giacca e camicia – perspicace lui -, il giardino di un amico che ha i genitori ricchi. La lista è divisa in tre macro sezioni dove ritrovare i classici rivisitati e le nuove creazioni by Mattia Pastori. Prendiamo Un Mexicano a Milano con Tequila Espolon Reposado, Biancosarti, marmellata di jalapeno e crusta di avocado e polenta e il Negroni del Professore con Wild Turkey Rye Whisky, Bitter Campari, Vermouth e Cinzano Rosso. Presentazione impeccabile, meno convincente il primo cocktail che mi aspettavo più deciso e vigoroso con una nota piccante che non ho sentito.

Il Negroni del Professore
Il Negroni del Professore

Il cameriere solerte – anche troppo – ci spiega che possiamo accompagnare i nostri drink con un menu apposito: club sandwich, focacce ripiene, hamburger e altri piccoli piatti da condividere per l’aperitivo che di default parte con olive, patatine e mandorle tostate.
L’ambiente inizia a riempirsi, mi sembra di vedere la Moratti ma mi sbaglio. Sarà colpa del secondo drink che prendiamo, il Suffering Bastard (Beefeeter Gin, Chivas 12, sciroppo di ginger beer, succo di lime, bitter Campari), servito come un tiki cocktail. Potremmo continuare all’infinito ma la notte ci chiama verso altri lidi. Al Bulk si respira l’aria e l’atmosfera di un locale internazionale con una clientela sofisticata – o almeno wannabe – e dall’ampio portafoglio. Ritorneremo perché ci dicono di una terrazza all’ultimo piano che sicuramente appagherà le nostre tendenze socialite che dopo i 30 anni fanno capolino.