20 anni di Attraversamenti Multipli

Passato, presente e futuro di una delle rassegne performative più longeve di Roma

Geschrieben von Nicola Gerundino il 15 September 2020
Aggiornato il 16 September 2020

Atraversamenti Multipli 2015, Salvo Lombardo, Isola pedonale del Pigneto. Foto di Carolina Farina

Se negli anni abbiamo imparato che un teatro può essere anche un piazzale in cemento, che la luce dei riflettori vale tanto quanto la luce di un lampione in un’isola pedonale, lo dobbiamo per buona parte anche ad Attraversamenti Multipli, rassegna che da vent’anni ci conduce negli spazi interstiziali di Roma metropoli: fisici, sociali e culturali. Cosa è stato, cosa è e cosa sarà Attraversamenti Multipli lo leggerete nelle prossime righe nate da un dialogo con Alessandra Ferraro e Pako Graziani, fondatori e curatori di Attraversamenti così come del collettivo Margine Operativo.

«Nel 2001 è iniziato il percorso di Attraversamenti Multipli tra gli orizzonti mobili delle performing art e quest’anno ci sarà la sua ventesima edizione. La scelta iniziale di agire fuori dai luoghi convenzionali del teatro e della danza, ma nei paesaggi urbani, ci ha dato la possibilità di interagire attraverso delle azioni artistiche con luoghi „dove la vita scorre“ e di creare relazioni con diversi spazi/comunità/pubblici. In quegli anni un festival dedicato alle arti sceniche contemporanee in spazi urbani rappresentava una scelta anomala, ma poi abbiamo assistito a uno “spostamento “ dei luoghi di accadimento: molti sono ora gli spettacoli e le performance che nascono per la dimensione urbana, molti sono i festival che agiscono in urbano, ma quando è iniziato il nostro percorso non era così. La prima edizione si svolse in tre location: Stazione Termini, la stazione metro di Rebibbia e Campo Lanciani/Stazione Tiburtina. I ricordi sono molti e legati alla fase esaltante di progettazione e ideazione, a tutti gli infiniti incontri per riuscire a realizzare il festival in “luoghi di passaggio”, all’entusiasmo e alla gioia di vedere questa strana creatura artistica prendere forma e vedere che funzionava. Funzionava immergere la scena artistica contemporanea in spazi anomali, usare lo spazio urbano come un enorme e infinito palcoscenico.

Pensiamo che Attraversamenti Multipli ha dato un contribuito concreto all’interno delle sperimentazioni in atto per rendere maggiormente vivibili e accoglienti gli spazi pubblici, ha costruito dinamiche legate al diritto fondamentale di ognuno di accedere all’arte e alla cultura

Era interessante la dimensione artistica e delle performance site-specific – il concetto di site-specific allora era un territorio artistico poco esplorato. E da lì in poi il festival non si è più fermato. Ha abitato e interagito con spazi molto diversi tra di loro, dalle stazioni della metropolitana a spazi di archeologia industriale, come ad esempio le Officine Marconi (ex Italcable), dalle Università di Tor Vergata e Sapienza alle isole pedonali, dalle biblioteche agli spazi polifunzionali come Garage Zero, con una predilezione per luoghi riqualificati, simbolo delle trasformazioni della città. In questi 20 anni le radici rizomatiche del festival si sono rinforzate ed estese per incontrare altre radici, nel segno della interazione, della relazione e dell’arricchimento reciproco fra diverse realtà artistiche e sociali, singoli artisti, compagnie, spazi culturali indipendenti, attivisti dei beni comuni, cittadini, pubblici e comunità. Pensiamo che Attraversamenti Multipli ha dato un contribuito concreto all’interno delle sperimentazioni in atto per rendere maggiormente vivibili e accoglienti gli spazi pubblici, ha costruito dinamiche legate al diritto fondamentale di ognuno di accedere all’arte e alla cultura e ha proposto alla scena contemporanea delle arti performative uno spostamento spaziale e relazionale, una scelta di prossimità con i luoghi di vita e i suoi abitanti. Il festival ha avuto nel suo percorso anche la capacità di espandere il suo sguardo e la sua azione in un contesto nazionale – con le due edizioni a Genova e a Napoli – e a livello Europeo, collaborando con altri festival, progetti e artisti internazionali anche grazie al sostegno di Creative Europe.

Attraversamenti Multipli 2014, Assalti Frontali, Stazione della metropolitana Garibaldi, Napoli. Foto di Valeria Collina

Nel suo ventesimo viaggio Attraversamenti Multipli è accompagnato dal tema/slogan „Everything Is Connected“, tutto è connesso. Un sottotitolo che è un link con il presente che tutti stiamo vivendo. In un anno come questo segnato da una pandemia globale, dalla diffusione di un virus che non conosce frontiere geografiche e sociali, abbiamo scelto un tema che sottolinei come siamo tutt* interconnessi attraverso relazioni non lineari. Viviamo in un pianeta danneggiato e, come scrive Donna Haraway, l’unica soluzione è costruire trame relazionali con l’altro da sé: individui umani e altre specie. Non siamo autosufficienti, siamo una realtà complessa e articolata. L’effetto farfalla, a cui è allude l’immagine guida e il logo del festival di questa edizione, riguarda la nostra fragilità e la nostra totale interdipendenza. Questa edizione – a Roma dal 18 al 27 settembre– abita i paesaggi urbani di Largo Spartaco e del quartiere del Quadraro a Roma. Abbiamo scelto da tre anni di “abitare” il Quadraro e il suo cuore per sviluppare e depositare l’interazione sinergica che abbiamo costruito con questa porzione di metropoli e con le comunità che lo animano. Abbiamo scelto Il Quadraro perché è un luogo “denso”, sia di memoria storica, sia di attivismo contemporaneo. Al Quadraro, Medaglia d’oro al merito civile nel 2004, c’era il “nido di vespe”, la roccaforte della Resistenza: è stato uno dei centri più attivi e organizzati dell’antifascismo e fu teatro del più feroce rastrellamento da parte delle truppe naziste. E al Quadraro, a metà degli anni 50, l’INA realizzò il suo più grande intervento di edilizia popolare, tra cui il Boomerang, l’enorme palazzo che circonda largo Spartaco, utilizzato in diversi film da registi come di Pasolini (“Mamma Roma”) e Monicelli (“Un borghese piccolo piccolo”).

Viviamo in un pianeta danneggiato e, come scrive Donna Haraway, l’unica soluzione è costruire trame relazionali con l’altro da sé: individui umani e altre specie. Non siamo autosufficienti, siamo una realtà complessa e articolata.

Ci interessa Largo Spartaco perché è un segno concreto delle trasformazioni della città: fino al 2011 era solo un enorme parcheggio, poi, grazie all’attivismo della comunità locale, una parte è stata riqualificata ed è stata creata un’isola pedonale. Il nostro “abitare” con il festival Largo Spartaco è il nostro modo di dare un contributo alla vivibilità degli spazi pubblici, e lo facciamo attraverso le perfroming art. Due giornate del festival, il 3 e il 4 ottobre si svolgono nel paese di Toffia in provincia di Rieti, e, in continuità con l’edizione dell’altro anno, sono dedicate alle nuove generazione di spettatori con spettacoli creati per un pubblico di giovanissimi. Nel programma 2020, sempre nella prospettiva della interconnessione tra azione artistica/spazi di vita/persone, sono presenti lavori site-specific creati in esclusiva per il festival in
interazione con gli spazi che gli accolgono, progetti artistici con formati temporali e relazionali particolari, performance che ibridano diversi generi artistici, opere aperte in divenire che si mostrano al pubblico nella loro fragilità, spettacoli dedicati alle nuove generazioni di spettatori.

Attraversamenti Multipli 2019, Consorzio GranoLucisano, IPOLOGICA + FLxER Team, Largo Spartaco. Foto di Chiara Cocchi

Costruire il festival nell’anno del Covid-19 è stato molto complesso, abbiamo dovuto confrontarci, come tutti, con una situazione estremamente incerta e totalmente nuova. I mesi del lockdown sono stati mesi di intenso lavoro, vissuti tra smart working, incontri/dialoghi nello spazio virtuale/digitale con artisti e partner, mesi passati a capire come far vivere l’organismo del festival all’interno di una situazione profondamente diversa e inaspettata, e come interagire con le nuove modalità e regole per vivere lo spazio pubblico. Attraversamenti Multipli in questa edizione si confronta con queste “nuove dinamiche/modalità” di vivere lo spazio pubblico. Cercheremo di fare in modo che il presente del distanziamento fisico non si trasformi in distanziamento sociale.

Attraversamenti Multipli è sempre stato in stretta relazione con il presente. E il presente è sempre in costante trasformazione. Nel presente costruiamo il futuro.

Cercheremo di fare in modo che il festival sia, come negli anni passati, un luogo accogliente e ospitale, all’ interno di questi nuovi modus operandi di responsabilità collettiva. Per costruire questo habitat sarà fondamentale la responsabilità sociale da parte tutta la comunità che si riunisce intorno al festival formata da artisti, staff, spettatori. Abbiamo delineato una programmazione in grado di sostenere il confronto con queste nuove modalità di relazione con gli spettatori e con gli spazi e c’è da dire che la costante ricerca e sperimentazione sulle connessioni possibili tra arti performative, paesaggi urbani e cittadini ci ha aiutato ad affrontare questo anno così diverso dagli altri. Abbiamo implementato la presenza di lavori site-specific, progetti performativi creati ad hoc e in esclusiva per il festival, capaci di dialogare con le nuove “modalità relazionali“ determinate da questo presente. Attraversamenti Multipli è sempre stato in stretta relazione con il presente. E il presente è sempre in costante trasformazione. Nel presente costruiamo il futuro, ed è così anche per Attraversamenti Multipli».

Attraversamenti Multipli 2018, Valerio Sirna/Dom-, Mamma Roma_ Esplorazioni urbane/Pratiche della percezione. Foto di Simona Granati

Artisti e progetti dell’edizione 2020 di Attraversamenti Multipli
Amendola/Malorni, Balletto Civile, C&C Company/Carlo Massari, Collettivo Amigdala, Consorzio Granolucisano, Andrea Cosentino, LaCasadargilla, Salvo Lombardo/Chiasma, L’ultimo Nastro Di Krapp, Madame Rebinè, Sara Marasso & Stefano Risso/Il Cantiere, Margine Operativo, Militant A/Assalti Frontali, Teatro Delle Apparizioni, Giuliano Santoro, Spettatori Migranti_Attori Sociali, Valerio Sirna + Arianno Lodeserto/DOM- , Andréanne Thiboutot, Veeblefetzer, Giovanna Velardi.