Ad agosto Milano sembra l’inizio di Weekend at Bernie’s (inutilmente ribattezzato Weekend con il morto): non perché in giro ci sia un cadavere, ma perché dopo un mese sopra i trentacinque gradi la città si scioglie come l’asfalto in quella commedia nera anni ’90.
Tram quasi vuoti, bar arenati sulle sedie di plastica, runner nelle ore più improbabili: una geometria sospesa da fotografia di Basilico. E tutti pensano a una sola cosa: una birra fresca.
Ho iniziato il mio pub crawl a Lambrate, quartiere che cambia pelle come un giovane serpente. Al Birrificio Lambrate: la Drago Verde, lager agrumata; la Cosmic, session floreale perfetta per un pomeriggio da trentotto gradi; la Ghisa, stout affumicata dal corpo agile.
Poi il Birrificio La Ribalta, in Bovisa: aria condizionata prima, giardino dopo, con una Chinaski in mano — pils limpida che sparisce a velocità sospetta. Il riferimento a Bukowski è inevitabile: gli bastava avere abbastanza soldi per la birra e le scommesse sui cavalli. Marco, il titolare, mi promette compagnia tutta l’estate. (Cinque, sei euro a birra, sia qui che al Lambrate: produzioni più leggere, meno impegnative, anche nel conto.)
Tram quasi vuoti, bar arenati sulle sedie di plastica, runner nelle ore più improbabili: una geometria sospesa da fotografia di Basilico.
La palma della vibe più chill va alla Birrofila, sotto la Bocconi — senza orde di bocconiani a parlare di startup. Tavoli rilassati, giornale aperto, una Kitu, la blanche del birrificio, agrumata e perfetta per l’estate.
Al secondo giorno, lungo la Martesana, La Buttiga Beer Room: tavolini all’aperto, il fresco (relativo) del canale, atmosfera da Hackney nord. La Italian Pilsner IN LOVE — claim „per chi ha sete d’amore“, trovata che da copy mi ha fatto gongolare — e la sessione MIA ZIA, tropicale di ananas e mango.
Detour a Barona: Birrificio Barona chiuso, ci tornerò. Stessa sorte per il Birrificio Italiano in via Zante, che apre a degustazioni solo da ottobre.
Ho chiuso il tour — resta fuori PicoBrew sul Naviglio — con un’istituzione delle istituzioni: il Birrificio Italiano. Due birre piccole: la Delia, session floreale; e la famigerata Tipopils, probabilmente la pils italiana più influente di sempre. Secca, erbacea, essenziale, camaleontica e inimitabile — la Keith Richards delle birre: tutti la conoscono, tutti pensano di averla capita, ma ogni volta ti ricorda perché è diventata una leggenda.
Al Birrificio Italiano si percepisce una consapevolezza diversa: non arroganza, ma la coscienza di rappresentare un pezzo di storia della birra artigianale italiana — insieme al Lambrate, un capitolo fondamentale della scena meneghina.
Per chi resta in città quest’estate da Weekend con il morto, non resta che fare quello che i milanesi sanno fare meglio: cercare un po‘ d’ombra e una birra ben spillata.
Birrificio Lambrate – Davvero un posto figo. Aria da pub rock and roll — colonna sonora adeguata infatti — e tante varietà di birre per la sete più atavica. Dalla Session alla Stout, dalla Lager alle IPA, al Birrificio Lambrate (io sono stato in quello di via Adelchi) ci si sbizzarrisce con ogni ben di luppoli.
Birrificio La Ribalta – Un birrificio con un’aria pulita e ordinata, grandi spazi sia interni che esterni e una cucina che propone molte opzioni come burger, paste e noodles, che fanno pensare a una brewery a New York piuttosto che a Milano. Birre freschissime e di ampia gamma.
Birrofila – Vicino alla Bocconi, ma senza gente che parla di finanza. Solo tante birre buone e di grande varietà prodotte in house dai ragazzi della Birrofila. Lo spazio è bello e ampio, con possibilità di sedersi fuori all’aperto sotto grandi ombrelloni per le giornate più calde, e una cucina croccante e gustosa.
La Buttiga Beer Room Martesana – Sulla Martesana, un posticino super cool con una grande selezione di birre, da IPA a Stout, da Session a Pilsner e molte altre opzioni. Cucina gustosa con hamburger, patatine, hot dog e uno spazio esterno che tutti invidiano, grazie allo charme del canale.
Birrificio Italiano – La classe non è acqua, infatti è birra. Tra prodotti diventati vere e proprie istituzioni, personale preparato e un locale, quello vicino alla stazione centrale, ampio, pulito e ben arredato. Viene voglia di bersi tutte le birre che offre il Birrificio Italiano, e non è escluso che lo faccia prima o poi.




