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Ama Music Festival

Filantropico, ambientalista e con qualche gradita sorpresa

Geschrieben von Redazione Venezia il 24 August 2019

Serate strane, dove alla militanza degli Algiers si affianca l’attitudine disimpegnata e un po‘ beona dei Rumatera; serate sbarbi, dove  al sanremese Mahmood si accompagnano i rapper Massimo Pericolo e il sempreverde Emis Killa; serate sorprendenti, nelle quali i Bowland di X-factor condividono il palco con paladini dell’indie nostrano come i Jennifer Gentle e con dei pesi massimi dell’alternative a stelle e strisce come i Deerhunter; serate inevitabili, come quelle dove l’anelito d’estate porta a spostare gli accenti in levare e ad accogliere i format più inflazionati, come l’Holi, never ending festival dei colori che troviamo ormai in ogni angolo del Nordest. Potremmo chiuderla qui, e stiamo per farlo, la presentazione dell‘Ama Music Festival. Ma c’è qualcosa da aggiungere. La location, rispetto alle precedenti edizioni, è cambiata: quest’anno i concerti si svolgono in Villa Cà Cornaro di Romano d’Ezzelino, tutta da provare. Come se il continuo errare di questi festival (nel 2017 un burrascoso divorzio dall’amministrazione di Asolo) non fosse la dimostrazione di quante camice debbano sudare, da sempre, gli organizzatori di eventi nell’assecondare i vincoli imposti da certe visioni politico-culturali imperanti nel profondo nordest, ma piuttosto una giocosa sfida per tenere sempre viva la curiosità dello spettatore offrendogli ad ogni edizione qualcosa di nuovo. Vaneggi a parte, vale la pena di spendere due parole sull’Ama festival anche per l‘impegno extra musicale che dimostra di voler mettere sul piatto della bilancia.

Edizione 2017

Non si faranno mai perdonare l’accostamento improbabile dei Rumatera e degli Algiers, come mettere Teju Cole in dialogo con Massimo Boldi, ma certamente dimostrano di voler percorrere una giusta strada in fatto di „charity“ (la chiamano così) ed eco-sostenibilità. Parte degli incassi sarà destinata a Otb Foundation (no profit fondata da Renzo Rosso del marchio Diesel) per progetti rivolti ai minori ed alle donne in difficoltà e ai „pirati“ di Sea Shepherd che lì impiegherà in attività di difesa, conservazione e preservazione dei mari. Durante l’evento non è previsto l’utilizzo di plastica: solo carta e materiale compostabile. Parola d’ordine „organic“: «Ama Music Festival» scrivono nel comunicato «offrirà al pubblico solamente prodotti certificati e di provenienza territoriale garantita». Altre Due paroline infondo sulla line up, che sa offrire ogni anno gemme quasi inedite per il mercato delle vacche dei concerti a Nordest. Era stata a dir poco sorprendente la scelta di mettere come headliner un artista originale e non del tutto digeribile (come le sue insalate) Mac De Marco, nel 2017, continuando sulla linea, l’anno scorso, con i Notwist e Paolo Angeli in tour con Io sono un cane. Quest’anno abbiamo visto zigzagare gli Algiers tra Trieste e Ravenna ponendoci questa domanda: e il Veneto? E il pd? E i marò? Finalmente Franklin James Fisher potrà urlare la sua rabbia da black panther anche contro le nostre orecchie e noi saremo sotto al palco per condividerla. Coraggiosa e apprezzabile anche la scelta di dare una chance pedemontana alla musica dei Deerhunter, cowboy psichedelici in formato 4AD. Insomma bene dai. Ultimo appello alla „sostenibilità“: speriamo che quei food truck non siano cari impestati come sempre sennò per due chicchetti ci si lascia lo stipendio.

Prezzi e mappa:
giovedì 29: € 2 entro le 20.00, € 5 dopo le 20.00
venerdì 30: € 5 entro le 20.00, € 10 dopo le 20.00
sabato 31: € 5 entro le 20.00, € 10 dopo le 20.00
domenica 01: € 2 entro le 18.00, € 5 dopo le 18.00
(ingresso gratuito per bambini sotto i 14 anni)
abbonamenti €55 comprensivo di Ingresso per una persona per 4 giorni + bottiglia 24bottles + parcheggio riservato + entrata riservata + area riservata fronte palco + consumazioni omaggio.
Biglietti, abbonamenti e altre info al sito: www.amamusicfestival.com