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ERT, stato di agitazione: sul tavolo salari bassi, straordinari e diritto alla disconnessione

Geschrieben von La Redazione il 28 April 2026

Si alza il livello dello scontro in Emilia Romagna Teatro Fondazione. Le lavoratrici e i lavoratori della fondazione, insieme alla SLC CGIL Emilia-Romagna e alla rappresentanza sindacale interna, annunciano lo stato di mobilitazione e mettono in fila una serie di criticità che riguardano condizioni economiche e organizzazione del lavoro: stipendi considerati non più adeguati, mancato riconoscimento di alcune indennità, gestione degli straordinari e assenza di regole chiare sul diritto alla disconnessione.

Secondo quanto denunciato dal sindacato, molte figure impiegate in ERT – anche con oltre vent’anni di esperienza – percepiscono retribuzioni nette che nella maggior parte dei casi non superano i 1.400 euro al mese, una soglia ritenuta incompatibile con la professionalità richiesta da un settore ad alta specializzazione come quello dello spettacolo dal vivo.

Tra le richieste avanzate ci sono il rinnovo del contratto integrativo aziendale con miglioramenti salariali per tutte e tutti, una maggiore trasparenza sull’organigramma e sui livelli di inquadramento, la corretta erogazione del lavoro straordinario, una regolamentazione uniforme delle indennità di trasferta e il riconoscimento dell’indennità di reperibilità o, in alternativa, di un effettivo diritto alla disconnessione.

Dopo l’assemblea del 23 aprile, che ha coinvolto circa 70 lavoratrici e lavoratori collegati dalle diverse sedi della fondazione tra Bologna, Modena, Cesena, Castelfranco Emilia e Vignola, il personale ha dato mandato alle rappresentanze sindacali di avviare iniziative di protesta: dal volantinaggio rivolto al pubblico al blocco degli straordinari, fino alla possibilità di uno sciopero generale.

Alla base della mobilitazione, spiegano RSU e sindacato, c’è anche il mancato avanzamento del confronto con la direzione su temi che sarebbero aperti da oltre un anno. Un nodo che, in assenza di risposte, rischia ora di trasformare la vertenza in un conflitto aperto.