Venerdì 27 marzo, nel quartiere Certosa, Green like a KIWI ha trasformato un gesto semplice in un’azione condivisa. La tappa milanese del progetto di KIWI Vapor, realizzata insieme a Piantando, società Benefit e B Corp, ha coinvolto cittadini, volontari, creator come Francesca Busi, Gordon, Il Musazzi, Le Donatella e membri della community in una giornata dedicata alla pulizia e alla riqualificazione di un’area della città, tenendo insieme attenzione per l’ambiente, partecipazione e presenza sul territorio.

Il punto di partenza era elementare, e proprio per questo efficace: ritrovarsi in uno spazio urbano, raccogliere i rifiuti abbandonati, con particolare attenzione alla plastica, e restituire ordine a un’area del quartiere attraverso un lavoro fisico e visibile. Alla raccolta seguirà anche un report fotografico del quantitativo recuperato, che verrà poi avviato al riciclo, così da dare continuità all’iniziativa e rendere leggibile il suo impatto anche oltre la giornata stessa.

In una città che tende a raccontarsi molto, una giornata del genere ricorda che le cose, oltre ad essere dette, vanno anche fatte.

Accanto al clean-up, l’evento ha previsto anche un momento di riqualificazione artistica. Durante la giornata, infatti, Giulio Rosk ha realizzato un live painting pensato come segno di rigenerazione urbana e partecipazione collettiva, aggiungendo allo spazio qualcosa che non fosse soltanto il risultato di una pulizia, ma anche una traccia nuova, visibile, destinata a restare.

La forza della tappa milanese di Green like a KIWI è emersa proprio nel modo in cui ha saputo unire cura, presenza e trasformazione dello spazio. Non solo raccogliere rifiuti, non solo “sensibilizzare” – parola che troppo spesso finisce per coprire tutto e niente –, ma costruire un’azione capace di mettere insieme persone, luogo e gesto, senza bisogno di ingigantirsi. Certosa, in questo senso, è stata una scelta efficace: un quartiere concreto, attraversato ogni giorno da vite e abitudini reali, in cui un’iniziativa del genere poteva risultare immediata senza ridursi a semplice immagine.

Milano si inserisce così nel tour europeo del progetto, che continuerà per tutto il 2026 con nuove tappe in Italia e all’estero, coinvolgendo partner locali, artisti e community territoriali. Forse è proprio questo l’aspetto più convincente di Green like a KIWI: l’idea che la sostenibilità, prima di diventare racconto, debba ancora passare da un gesto. Guardare un luogo, attraversarlo, raccogliere quello che è stato lasciato indietro e provare a restituirlo un po’ meglio di come lo si è trovato.

Non è una rivoluzione, e probabilmente va bene così. Ma in una città che tende a raccontarsi molto, una giornata del genere ricorda che le cose, oltre ad essere dette, vanno anche fatte, iniziando da piccoli passi.