La guida di Zero ai migliori festival di settembre in Italia

Ancora una manciata di appuntamenti per rimandare a ottobre la fine dell'estate

Geschrieben von Chiara Colli il 26 August 2019
Aggiornato il 29 August 2019

Prima o poi doveva succedere: anche quest’anno il mese di settembre è arrivato. Anche quest’anno, il momento che segna il picco di nostalgia sul calendario è sopraggiunto a riportare ordine e disciplina nelle nostre vite. O quasi. Il calendario infatti dice che l’estate, in realtà, non è ancora finita e noi vi diciamo che il rientro dalle ferie non deve essere a tutti i costi traumatico. Per continuare ad accumulare energie per l’inverno (e per la nuova stagione di concerti e clubbing) c’è ancora qualche appuntamento a venirci in aiuto: da appuntamenti fissi come gli inossidabili Romaeuropa Festival e Sant’Anna Arresi Jazz Festival alle graditissime novità come il capitolino Sinapsi, fino ai giovani Ricci Weekender e La Casella, l’avanguardia di Transart, l’indie rock a due passi dal mare di Here I Stay ed Elba Sonica e gli appuntamenti interamente dedicati al clubbing come Lattexplus. Dopo i mesi estivi, anche a settembre Zero vi guida lungo i migliori festival del mese: per placare il down di fine estate e ripartire di slancio.

SINAPSI (ROMA, DAL 29 AGOSTO ALL’8 SETTEMBRE)


Riallacciare i neuroni dopo le vacanze estive: nel ventunesimo secolo resta ancora uno degli sforzi fisici e mentali maggiori richiesti ogni anno all’essere umano medio, secondo solo alla digestione del pranzo di Natale coi parenti e all’esercizio di tolleranza verso i luoghi comuni stagionali da social network. Ma se la trasmissione sinaptica di fine agosto è sempre così faticosa, parte della causa sta anche nella difficoltà a trovare nuovi stimoli ad accoglierci al ritorno, quantomeno fino alla metà di settembre. Sinapsi nasce con questo nome indipendentemente dal momento dell’anno in cui si manifesta, ma non poteva trovare metafora più adeguata per esprimere i propri impulsi. Un nuovo festival indipendente a Roma, tra centro e periferia, che va a riempire un vuoto – in senso temporale e geografico – inserendosi esattamente là dove ce n’era bisogno. Un festival delle avanguardie musicali, una rete fra nuove tecnologie, musica live e dj set, workshop e giochi per grandi e piccini, in quello che è un po‘ uno degli accessi a Roma Sud, il Polo museale ATAC di Porta San Paolo, proprio quando in città ancora non si è riacceso nessun motore e nessun impulso sensoriale. Fra tram e locomotori, le Sinapsi si riavviano nel tempo di una settimana con un programma che viaggia dai tribalismi di Lay Llamas e Trans Upper Egypt al treno in movimento perpetuo di Napoli Segreta, dalle sonorizzazioni visionarie di film muti a cura dei Julie’s Haircut a una mappatura trasversale tra installazioni interattive, clubbing e sperimentazione che coinvolge varie giovani realtà attive in città (Circolo degli Illuminati, Scomodo, Roboterie, La Fine). Orchestrazione della partitura digitale a cura di Live Performers Meeting, Live Cinema Festival e Fotonica, portafoglio (l’ingresso è completamente gratuito) e sanità mentale momentaneamente salvi per tutti.
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SANT’ANNA ARRESI JAZZ (SANT’ANNA ARRESI/SU, DAL 30 AGOSTO ALL’8 SETTEMBRE)


Settembre, andiamo, è tempo di migrare. Ma se non siete i pastori di dannunziana memoria, un bel festival fuori dai circuiti più prevedibili potrebbe essere quello che fa per voi. Sempre di scendere al mare del resto si tratta, perché Sant’Anna Arresi è una località della Sardegna meridionale nota fra gli appassionati di turismo balneare per la bianchissima spiaggia di Porto Pino. È qui che ormai da oltre trent’anni si svolge Ai Confini fra Sardegna e Jazz, uno dei principali festival europei del genere: frequentato da un pubblico di affezionati e da fedelissimi musicisti (Rob Mazurek, presente anche quest’anno, ha celebrato qui il suo matrimonio), ha dalla sua un cartellone sempre ricco e una location invidiabile. Sì perché, anche se non amate il mare alla follia, la Sardegna è anche la patria dei Nuraghi, da vent’anni patrimonio UNESCO, ed è proprio nella Piazza del Nuraghe che si svolge la maggior parte dei concerti. L’edizione di quest’anno ha come titolo „The New Sound of Porgy and Bess“ e all’opera di Ira Gershwin è dedicato l’intero festival, con un appello al risveglio delle coscienze in un momento in cui si continua con estrema facilità a fare distinzioni fra bianchi e neri, fra umanità di serie A e B. Tra gli ospiti, alcune grandi orchestre che reinterpreteranno „Porgy and Bess“ secondo il loro sentire, dalla Burnt Sugar the Arkestra Chamber alla Sardina Instabile Orchestra, dall’Orchestra Popolare Italiana di Ambrogio Sparagna alla Exploding Star Orchestra dell’immancabile Rob Mazurek fino al Black Earth Ensemble di Nicole Mitchell. A cui si aggiungono il solo per tromba di Ben Lamar e quelli per pianoforte di Joshua White e Lonnie Holley, le percussioni di Kahil El’Zabar, presente con il progetto Pocket Scienze, accompagnato dal basso dello straordinario Jamaladeen Tacuma, e in duo con Dwight Trible, che aprirà il festival con il suo quartetto, senza dimenticare il trio di Matthew Shipp, protagonista anche di un solo per piano in uno dei concerti pomeridiani che avranno luogo fra Porto Pino e Is Solinas. E sempre a Rob Mazurek e alla sua Exploding Star Orchestra che, solo per fare qualche nome, vede al fianco di Mazurek musicisti del calibro di Nicole Mitchell, Tomeka Reid, Pasquale Mirra, Angelica Sanchez e Hamid Drake, è affidato il gran finale con il „Ri-immaginations Porgy and Bess“, composto per l’occasione e qui presentato in anteprima.
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RICCI WEEKENDER (CATANIA, DAL 5 ALL’8 SETTEMBRE)


Il Ricci è il festival per quelli che non hanno mai – e a buon diritto – il coraggio di dire basta. Quelli che, dopo un’estate a base di festival, party e abbuffate open air, a settembre hanno ancora non solo energia nelle gambe per viaggiare e ballare, ma anche quel languore permanente che gli consentirebbe di mangiare a qualsiasi ora del giorno. Primo week end di settembre, in Sicilia, con l’instancabile Gilles Peterson a dettare la line up, sia musicale che culinaria. Giovedì 5 degustazione di vini locali e live dei Kokoroko al Cortile Platamone, in pieno centro storico; Venerdì 6 cena sulle pendici dell’Etna per 200 persone curata dal ristorante Brown di Londra accompagnata dal live di Luiza Brina e dal dj set di Mafalda; sabato ci si sposta ai ai Mercati Generali per le pizze e le tapas firmate dal Bar Brutal di Barcellona, mentre Gilles in persona e Motor City Drum Ensemble faranno il panico in consolle; domenica 7, pollo in tutte le salse firmato dal Belles Hot Chicken di Nashville, con Floating Points ad animare il bellissimo giardino botanico di Radicepura, zona nord della città. Quattro chili in quattro giorni.
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LA CASELLA (FICULLE/TR, DAL 6 ALL’8 SETTEMBRE)


Se la storia ci ha insegnato ad associare la rave culture, e quindi acid house e affini, alle spiagge di Ibiza o ai club fuori-da-ogni-spazio-tempo di Manchester, è pure vero che oggi per essere altrettanto outsider non c’è niente di meglio che portare le sottoculture dance in provincia, lontano dai luoghi hype e magari il più vicino possibile a un flusso di coscienza in armonia tra spirito, musica e contesto. Giunto alla sua seconda edizione, La Casella si svolge in un resort di campagna nei pressi del paese di Ficulle, lì dove l’Umbria e il Lazio si sfiorano all’ombra del Duomo di Orvieto e dei castelli medievali. In una zona così verdeggiante e ricca di bellezze si parte per un vero e proprio viaggio dentro le sonorità balearic. Sembra assurdo poter ascoltare certi beat lontani dalle acque limpide delle isole iberiche, ma tuffarsi nelle due piscine de La Casella o fra gli alberi del Bosco dell’Elmo rappresenta un’alternativa altrettanto valida e sicuramente inedita. La line-up non potrebbe che essere più calzante: ci sono pionieri nostrani come Daniele Baldelli, Alex Neri o DJ Rocca, la Glasgow che balla rappresentata da Al Kent, l’Inghilterra dei fratelli Faze Action, di Chris Coco e di Ray Mang, glorie locali come i Delicious Black Merend’ass e Don Carloso ancora lo showcase della label Slow Motion che tanto ha fatto per la disco negli ultimi dieci anni sull’asse Abruzzo-Germania. Fra glamping e rifinitissime stanze, anche il pernottamento dà valore al festival e regala comfort, ma con un festival così dormire sarà la vostra ultima esigenza.
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LATTEXPLUS (FIRENZE, 7 & 8 SETTEMBRE)


Terza edizione della kermesse elettronica nata nella culla del Rinascimento che, anno dopo anno, è cresciuta sempre di „plus“ e che stavolta vede anche inaugurare una nuova venue, la Q1 Arena. Uno spazio che riqualificherà ulteriormente il più grande polmone verde di Firenze, il Parco delle Cascine, e che non avrà molto da invidiare alle location dei festival internazionali. Troveremo infatti un’area al coperto dove ballare (che noi italiani, si sa, sppena vediamo due nuvole andiamo subito in ansia) e uno spazio open air in cui rilassarsi e magari mangiare un panino con il lampredotto. Nella due giorni vedremo alternarsi in consolle la più quotata dj in circolazione, che ha fatto del suo nome un brand: Peggy Gou, instancabile lavoratrice tanto sui social quanto nella vita reale, che macina like ma anche consensi con i suoi dischi e dj set tra house e techno. Line up del sabato che si arricchisce con il live di Ross From Friends, progetto del produttore/dj Felix Clary Weatherall, accompagnato sul palco da chitarra, synth e sassofono. Domenica si cala l’asso pesante con monsieur Laurent Garnier, ma anche con i talentuosi Job Jobse e Avalon Emerson, dall’electro alla trance con il primo, dalla techno alla jungle con la seconda. Infine il buon Manfredi Romano aka Dj Tennis, che tiene alta la bandiera italiana nel mondo del clubbing e della discografia elettronica con il suo diligente lavoro per Life and Death.
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TRANSART (BOLZANO E DINTORNI, DALL’11 AL 28 SETTEMBRE)


Dal 2001 fino alle frontiere della ricerca contemporanea, Transart propone tra Bolzano e il confine italo-austriaco un’offerta trasversale, in terre che si fanno transito di linguaggi, culture, emergenze artistiche e sperimentazioni lontane dai luoghi “deputati”. Così anche quest’anno, come suggerito, si assiste agli spettacoli accomodati in una ex fabbrica del sapone, in una malga o in una chiesa, dentro capannoni industriali, parchi tecnologici, gallerie dedicate all’arte contemporanea ma anche angoli della Val Garden e vivai: per oltre due settimane Transart propone un viaggio che unisce in un unico racconto i luoghi più imprevedibili dell’Alto Adige, attraverso esperienze sensoriali legate a una performatività espansa. Fra le numerose proposte di quest’anno: i festeggiamenti per i 20 anni del festival canadese di elettronica e arti digitali Mutek, il folle “Casinò del Capitalismo” del collettivo belga Ontroerend Goed, il progetto/supergruppo tra elettronica e avanguardia Regenorchester, Christian Fennesz live in un vivaio, la prima mondiale del Wind Pressure Concert per i 100 anni del Bauhaus, la performance sul Monte San Virgilio dedicata al Nord e in particolare alle musiche dell’Islanda a cura dell‘ Ensemble Adapter, l’imponente prima mondiale dedicata all‘Hotel Paradiso con un ensemble di oltre 60 elementi e molto altro, tutto realizzato con un occhio all’impatto ambientale degli eventi e alla valorizzazione di tutto il territorio.
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ROMAEUROPA (ROMA, DAL 17 SETTEMBRE AL 24 NOVEMBRE)


Un respiro lungo tre mesi in una città dove l’aria diventa stantia molto facilmente. Questa edizione 2019 del Romaeuropa è decisamente bella, una delle migliori che degli ultimi dieci anni, anche grazie a una voglia di rischiare sulle proposte più accentuata rispetto al passato. E tanto del nuovo risiede proprio nei territori musicali: confermatissimo dopo il debutto positivo dello scorso anno il Gran Finale all’Auditorium dove assisteremo alle performance di Fennesz + Lillevan, Chassol Fatoumata Diawara, Alva Noto + Sakamoto; sempre all’Auditorium ci saranno delle interessantissime serate “double bill” come quella che a fine settembre vedrà i due concerti di Lubomyr Melnyk e Craig Leon; poi ancora le esplorazioni e sperimentazioni di Digitalive con Zu, Hiroaki Umeda, Enrico Malatesta (plays Eliane Radigue), Nicolás Jaar assieme a Stéphanie Janaina, Ultravioletto, Franz Rosati. Sempre valido il programma per il teatro (Jan Fabre, Milo Rau, Industria Indipendente, Julien Gosselin) come per la danza (William Forsythe, Enzo Cosimi, Akram Khan, Lia Rodrigues) e diverse mostre dedicate alle arti visive e digitali che si prospettano di grande impatto (Quiet Ensamble, Pascale Marthine Tayou, Hans Op de Beeck). Se eravate in cerca di una casa per l’autunno, l’avete trovata.
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HERE I STAY (NURRI/CA, DAL 20 AL 22 SETTEMBRE)


La Sardegna che non t’aspetti. O almeno, la Sardegna che non immagini possa esistere se non sei insider e se hai sempre evitato queste coste paradisiache ad agosto immaginando solo calca e – musicalmente parlando – un tripudio di folk e launèddas. Lontano da ogni sorta di luogo comune, Here I Stay è il festival dell’omonima associazione che dal 2006 dà voce alle realtà musicali indipendenti dell’isola e in estate porta concerti, djset, mostre ed esposizioni in location immerse nella natura. Ed eccoci qua, punto uno, la location: da un lato le terme romane – calde, rilassanti e curative – di Fordongiuanus, comune sulla sponda sinistra della valle del Tirso che sorge sui resti dell’antica sede fortificata di Forum Traiani, scenario del festival lo scorso anno e della gustosta preview di agosto; dall’altra il complesso „Istellas“, sulle sponde del lago Flumendosa a Nurri, dove si svolgerà la tre giorni di quest’anno nonché vera e propria edizione 2019, rigorosamente immersa nel verde, con terrazza/teatro naturale che si affaccia sul lago, con tanto di piscina, ristorante e un grande villaggio con camere, a poca distanza da numerosi siti archeologici e musei. Punto due, la line up: dopo anni di attività, qualche alto e basso dovuto a uno stop del comune e il ritorno tre anni fa, per questa undicesima edizione Here I Stay conferma un bel cartellone per gli amanti dei suoni laterali ma non troppo, con nomi che parlano da soli: i synth di Zombie Zombie e Pow!, il rock massiccio degli Housewives, la solita quota made in Italy di gran qualità con Massimo Volume, Lay Llamas e Gianni Giublena Rosacroce. E per visitare la zona, trenino verde e battello sul lago. Dai che partire a settembre è la vera vacanza intelligente.
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ELBA SONICA (CAPOLIVERI/LI, DAL 27 AL 29 SETTEMBRE)


Se negli anni avete accumulato una sufficiente dose di saggezza per affermare che i festival in spiaggia vanno bene tutto l’anno, ma la vacanza al mare va bene solo a giugno o settembre, lontano da folle isteriche e caciarone, eccovi infine giunti alla tre giorni che forse stavate aspettando. Elba Sonica nasce come le favole migliori: il proprietario di un hotel sulla spiaggia e quello di un negozio di dischi indipendente della Baviera che sognano un festival indipendente in riva al mare e alla fine lo realizzano per davvero. A ospitarlo però, contro ogni pronostico, non è né in Puglia né la Croazia ma nientepopodimeno che l’Isola d’Elba. Seconda edizione dopo quella del 2017, ospitata dalla comoda e piuttosto estesa spiaggia di Morcone – mare cristallino, i promontori dell’Isola che si intravedono al tramonto e una buona dose di indie rock internazionale a scompigliare un po‘ le carte del turismo local. Colonna sonora variegata a cura dei beneamati Notwist e poi The Wave Pictures, i cileni psych rock Chicos De Nazca, il folk-blues di Reverend Beat-Man, Jeffrey Lewis & Los Bolts e Delaney Davidson, il garage lurido dei Movie Star Junkies e una manciata di altri con corposa quota tedesca. Partire in bassa stagione non è mai stato così rock’n’roll.
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HANNO CONTRIBUITO AI TESTI: CARLO CIMMINO, NICOLA GERUNDINO, EMANUELE ZAGOR TREPPIEDI.