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La nuova edizione di Archivio Aperto mette al centro le pratiche di militanza e mediattivismo

Geschrieben von La Redazione il 15 Oktober 2026

Da Radio Alice alle fanzine di controcultura, dalla breve esperienza delle street TV, nate a Bologna, alle memorie del G8 di Genova al cinema militante degli anni Settanta. Archivio Aperto, il festival intermediale, ideato e organizzato da Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia con la direzione artistica di Giulia Simi e Sergio Fant, si concentra quest’anno sulle voci e le immagini rimaste ai margini delle narrazioni ufficiali. Dal 22 al 26 ottobre Upside Down / Sottosopra, il titolo della XIX edizione, capovolge la realtà attraverso le esperienze di mediattivismo e militanza che fecero dei media uno spazio di partecipazione, protesta, sperimentazione e libertà di informazione.

Si parte quindi giovedì 22 ottobre alle h 18.30 con Sguardi in camera – Upside Down / Sottosopra, opening nell’Ex Chiesa di San Mattia che propone una selezione di sequenze sulle lotte sociali e politiche degli anni Sessanta e Settanta sonorizzate dal vivo da Guglielmo Pagnozzi. Si prosegue alle 21:30 al Cinema Modernissimo con uno degli appuntamenti più attesi: l’anteprima di Carla Lonzi. Dentro e fuori dal mondo di Francesca Archibugi, che ripercorre la storia pubblica e privata della saggista e teorica femminista.

Parlando di mediattivismo non poteva mancare Radio Alice, che in occasione dei 50 anni dalla sua nascita viene celebrata con la proiezione dell’omonimo film di François Pain (1977, 53’), rimasto finora inedito in Italia, che racconta prima l’irruzione della polizia nella sede della radio e poi si sposta a Parigi, dove Pain incontra i militanti bolognesi fuggiti in Francia (venerdì 23 ottobre h 21, Ex Chiesa di San Mattia).

E poi c’è Orfeo TV, la tv di strada, nata a Bologna nel 2002 come strumento di provocazione situazionista e di difesa della libertà d’informazione, che sarà ricordata con un incontro dedicato a Giancarlo “Ambrogio” Vitali venerdì 23 ottobre.

Carla Lonzi_Dentro e fuori dal mondo

A venticinque anni dal G8 di Genova, sabato 24 ottobre si torna anche sulle immagini e sulle parole del movimento “no global” con Memorie in movimento: Genova 2001. Al centro dell’incontro c’è Solo limoni del «videoartivista» Giacomo Verde, documentario militante che riflette sulle possibilità del linguaggio audiovisivo come strumento di racconto e partecipazione. Una tavola rotonda con storici, registi e giornalisti affronta il tema della conservazione e della trasmissione di quelle memorie, tra il trauma della repressione e l’energia di chi immaginava un altro mondo possibile.

Il rapporto tra cinema e militanza attraversa anche Art & Experimental Film, la sezione dedicata alla produzione sperimentale italiana tra gli anni Sessanta e Ottanta. In programma Processo politico (1971) di Francesco Leonetti e Arnaldo Pomodoro, film in 16mm che torna sulla vicenda giudiziaria legata alle accuse rivolte da «Lotta Continua» al commissario Luigi Calabresi per la morte di Giuseppe Pinelli, dopo la strage di Piazza Fontana.

Dalle immagini collettive a quelle private, il festival continua a interrogare il rapporto tra memoria personale e storia con Doppio Sguardo. Spartaco Scarpellini, film realizzato da Fondazione Home Movies a partire dai materiali del fondo dedicato al cineamatore (1919-1998). Nato a Boston da genitori anarchici romagnoli, Scarpellini ha affidato alla cinepresa un diario tra Italia e Stati Uniti, dalle spiagge di Cape Cod alla riviera di Bellaria, passando per la comunità italoamericana di Roxbury.

Il rovesciamento dello sguardo passa anche attraverso il cinema d’avanguardia. La sezione Storie Sperimentali rende omaggio a Stan Brakhage con dieci proiezioni in 16mm e un appuntamento raro: le prime undici pellicole di Songs 1–11 (1964-1965), ciclo di canzoni visive mute presentato nel formato originale 8mm. Un’occasione per incontrare da vicino la ricerca di uno dei protagonisti del cinema sperimentale del Novecento, attraverso copie d’epoca provenienti dal Fondo Famiglia Bacigalupo.

Orfeo TV

Accanto al programma dedicato agli archivi e alle pratiche di riuso delle immagini, il Concorso internazionale presenta sedici film contemporanei realizzati con materiali d’archivio, tredici dei quali in anteprima italiana. Tra questi Az Zeeb di Rafael Guendelman, che ricostruisce la storia familiare dell’autore tra Cile, Palestina e Israele attraverso i Super8 della nonna; The Clearing di Sabine Groenewegen, sui fantasmi del colonialismo olandese in Indonesia; e Où vivre insiste di Aude Fourel, viaggio tra archivi, attivismo e memoria femminile che attraversa Italia, Palestina e Kurdistan.

Il confronto con le immagini del passato si allarga infine alle eredità coloniali, al centro della sezione L’archivio che non c’è, curata in collaborazione con la Biblioteca Amilcar Cabral. Tra gli appuntamenti, A Place in the Italian Sun di Sarah Nouvellon e Menelik Nouvellon, sulle tracce del bisnonno degli autori, Lij Haile Wolde Meskel, deportato dall’Etiopia nel campo di prigionia dell’Asinara, dove morì. Domenica 25 ottobre, al Teatro San Leonardo, Oltremare. Sguardi amatoriali sull’Africa Mediterranea riunisce invece filmati realizzati tra gli anni Venti e gli anni Ottanta da viaggiatori, coloni, turisti, artisti e giornalisti in Nordafrica, accompagnati da una sonorizzazione originale dal vivo.