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The Colouring Book

Siamo tutti nella stessa cacca: con gli artisti abbiamo quindi deciso di invadere lo spazio domestico

Geschrieben von Gianmaria Biancuzzi e Rossella Farinotti il 20 März 2020

Niccolò Moronato, NEAR FAR WHEREVER YOU ARE

In un momento storico per noi senza precedenti, l’unico dovere – nonché scelta coraggiosa e responsabile – a cui ognuno è chiamato a rispondere è quello di rimanere in casa. Per questo, per rendere più leggero e piacevole questo tempo sospeso, la mattina successiva all’annuncio della quarantena abbiamo deciso di coinvolgere artisti contemporanei di diverse generazioni per realizzare “The Colouring Book”, un album virtuale che si compone nel tempo, che tutti, da casa, possono sfogliare e scaricare su smartphone o tablet dal sito milanoartguide.com, oppure stampare su semplici fogli A4 e colorare, da soli o con chiunque condivida la permanenza in casa. Gli artisti, con la loro consueta generosità, amplificata dalla situazione attuale, si sono messi a disposizione per mostrare che esiste una comunità artistica pensante che, dai propri studi o in casa con le famiglie, tutto osserva e tenta di rielaborare.

“Siamo tutti nella…” è il titolo del disegno di Thomas Braida dove le lettere “c a c c a” sono da cercare tra le fronde degli alberi con gattini e coniglietti sotto i raggi di un sole sorridente. Un’ironia stridente, che è quella che ci stiamo costruendo a casa in questi giorni. Siamo tutti nella stessa cacca e quindi, tra momenti di silenzio, riflessioni, paure, dolori e curiosità su ciò che accadrà, con gli artisti italiani abbiamo deciso di invaderlo un po’ questo spazio e questo tempo anche per cercare di alleggerire le lunghe ore della giornata trascorsa chiusi in casa.

La comunità artistica si è stretta attorno a questa idea e rapidamente ha collaborato per dare un segnale importante. In particolare, Lara Facco – con tutto il suo energico team – ha subito messo a disposizione la sua professionalità per supportare il progetto.
Abbiamo ricevuto oltre 130 disegni nelle prime 24 ore! È stato incredibile. Tra gli artisti che hanno aderito, tutti senza alcun indugio, ci sono Maurizio Cattelan, i Vedovamazzei, Nico Vascellari, Paola Pivi, Emilio Isgrò, Nathalie Du Pasquier, Arnaldo Pomodoro e tanti, tanti altri.

Il Colouring Book si sta espandendo fuori dal paese, così come l’esperienza della quarantena. Artisti iraniani, americani, inglesi o del nord Europa hanno inviato un disegno da colorare, perché, appunto, questa volta siamo tutti sulla stessa “cacca“.

Gianmaria e Rossella.

“In dark times we should dream with open eyes” Nico Vascellari.

“Questo l’aspetto curioso del Covid-19: da un lato il virus ha superato tutti i confini diventando un „male comune“, dall’altro ha instaurato limiti creando isolamento sociale e riducendo gli spazi relazionali. Questo mi ha spinto a partecipare per un lavoro come il mio, che negli ultimi anni tocca proprio il tema dello scambio di idee e del confronto con il confine come limite”, Ettore Favini.

“Penso che la preziosità di queste giornate sia il tempo che ci è stato concesso. È forzato, ma comunque c’è. Un tempo che pochi di noi hanno avuto a disposizione in precedenza per approfondire ed esplorare le varie forme d’arte che con ostinata frequenza ci siamo appuntati. The Colouring Book è qualcosa di diverso, non è un approfondimento, ma è una gentile e affollata compagnia, ed è esattamente quello che ci voleva in questo momento! È stato un piacere partecipare.” Alice Ronchi.

“Ci sono tante cose da dire, tutte complesse. Questo progetto non è nato perché gli altri devono passare il tempo: ci sono tanti aspetti di scambio che entrano in gioco. Non siamo solo noi artisti che regaliamo una cosa, ma si tratta di cimentarsi tutti in una situazione diversa, anomala. Non dobbiamo realizzare un progetto per uno spazio, per un luogo, questo gesto è solo un faro, è un agire. In poco tempo dobbiamo entrare nelle case di chiunque”, Stella Scala (Vedovamazzei).

“The Colouring Book è un’opportunità per fornire un servizio pubblico attraverso l’immaginazione, che è quello che faccio nella mia pratica, quindi ho accolto subito l’invito di Milano Art Guide.
Ci stiamo tutti rendendo conto di essere in una situazione di grande vulnerabilità. La mia si trova all’incrocio di questa pandemia globale e la follia burocratica dell’immigrazione negli Stati Uniti, che mi costringerebbe a scegliere tra restare un immigrato sotto-assicurato alla mercé di un visto o tornare in Italia e potenzialmente non riuscire più a tornare qui, dalla mia compagna e alla mia vita.
È un’onda di tsunami abbastanza difficile da surfare. „Near far wherever you are“ è una scena di una festa locale a Lincoln Park due anni fa, e il suo soggetto paradossale mi fa pensare ai molti modi in cui incorporiamo la tragedia e vulnerabilità nelle nostre vite e il potere del più invisibile di tutti gli agenti: il tempo”, Niccolò Moronato.

“Tutti nel sistema dell’arte, o forse solo io, ci lamentiamo spesso di quanto sia difficile interagire con un pubblico di “non addetti ai lavori”. In questo momento di riflessione forzata indotta da un nemico che non riusciamo neanche a vedere siamo costretti a prendere atto sia dei limiti dei nostri investimenti nel Sistema Sanitario Nazionale che sul valore che diamo ai nostri momenti di svago o a quelli ad esempio di apprendimento. Il progetto di “The Colouring Book” (a cui ho deciso subito di aderire) credo si muova in questa direzione, riflettere con leggerezza su quello che un sistema dell’arte in salute potrebbe donare alla comunità. Un respiratore può salvarci la vita ma alla qualità del nostro tempo chi ci pensa? Il disegno che ho proposto raffigura 24 forme astratte inspirate a dei capezzoli. Le linee guida di Instagram nel 2020 non permettono la pubblicazione di contenuti che mostrino capezzoli femminili, lo stesso non vale per i capezzoli maschili. Ognuno sceglie i suoi nemici #freethenipples #fuckcovid19”, Luca Loreti.

“Oltre a essere un modo per poter intrattenere i bambini, anche quelli grandi, durante questa costrizione che ci tiene a casa, e a dimostrare quanto gli artisti siano sempre „contemporanei“ al loro tempo e attivi-reattivi agli accadimenti, „the Colouring Book“ mi sembra poter diventare un primo e simpatico „libretto“ dell’arte contemporanea vivente”, Linda Carrara.

“Qui a Parigi il confinamento è iniziato dopo, ma noi italiani vivevamo in uno stato mentale anticipato, con mezza testa in Italia. Mezza testa persa. The Colouring Book mi ha fatto sentire un po’ meno dissociata e credo abbia fatto lo stesso effetto un po’ a tutti”, Corinna Gosmaro.