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Sergio Tavelli

Durante la Fashion Week vi capiterà sicuramente di imbattervi in un party con Sergio Tavelli in consolle. Oppure potete incontrarlo andando direttamente al Plastic dove lavora dal 1994.

Geschrieben von Emanuele Zagor Treppiedi il 17 September 2015
Aggiornato il 23 Januar 2017

Il Plastic senza Sergio Tavelli non sarebbe il Plastic. È una delle quattro personalità che portano avanti una delle più longeve discoteche di Milano e lui da 21 anni ogni sabato sera è in consolle e non sembra essere stanco. Come dj del locale che ha visto passare da Milano tutte le mode del mondo non vede l’ora di essere chiamato per qualche evento legato al fashion system.
Grazie alla mente del Plastic, Nicola Guiducci, Sergio ha iniziato anche a occuparsi delle colonne sonore di alcune sfilate, consolidando così il suo legame con la moda.
Ci tiene a precisare che lui non organizza eventi di moda ma fa il dj agli eventi, e noi che l’abbiamo sentito tante volte ora volevamo sapere un po‘ cosa aveva da dirci sul Plastic, sulle sue passioni e sui suoi loghi preferiti di Milano.

Chi sei? Cosa fai? Perché sei qui?
Ciao sono Sergio Tavelli, socio, dj e plumber ufficiale al Plastic.

Chi sono le altre persone che stanno dietro il sipario del plastic e che ruolo hanno?
Al Plastic siamo in quattro ufficiali (Lucio Nisi, Nicola Guiducci e Pinky) e tantissimi ufficiosi, una famiglia di amici dove ognuno apporta qualcosa.

Lucio Nisi, Sergio Tavelli, Pinky alla consegna dell'Ambrogino d'Oro  2009. Manca Nicola Guiducci ma lo incontreremo dopo
Lucio Nisi, Sergio Tavelli, Pinky alla consegna dell’Ambrogino d’Oro 2009. Manca Nicola Guiducci ma lo incontreremo dopo
 
Ci racconti la tua giornata?
Non ho uno schema tipo per la mia giornata, dipende dagli impegni quotidiani, dagli appuntamenti. Diciamo che il fil rouge di tutti i giorni è fare ricerca musicale, ma senza orari precisi.

Lucio Nisi insieme a Elio Fiorucci (r.i.p.)
Lucio Nisi insieme a Elio Fiorucci (r.i.p.)
Com’è nato e cresciuto il legame tra il Plastic e la moda? E tra te e la moda?
Sono approdato al Plastic quando ormai, dopo più di 10 anni dalla sua nascita, aveva lasciato un’impronta importante a Milano e non solo. Il legame con la moda è sempre stato fortissimo, grazie alle frequentazioni di stilisti, fotografi, giornalisti ecc. Poi dalla fine degli anni 90 ho affiancato Nicola Guiducci nella creazione di colonne sonore per sfilate, una collaborazione che tutt’ora continua.

Spesso il Plastic è sede di eventi legati alla moda o di brand, come sono organizzati questi eventi?
Nell’ambito del plastic non si tratta di organizzare eventi ma di mettere insieme idee di più persone con cui collaboro e lasciare che tutto vada per il verso giusto. La buona riuscita di un party o di un evento è l’entusiasmo di chi lo frequenta, non di chi lo organizza.
È capitato di dover interrompere una collaborazione per incompatibilità, ma nella maggior parte dei casi tutto fila liscio, il mio compito è quello di accontentare il cliente, cercando di vendere un prodotto che lo soddisfi pienamente. Io mi diverto sempre ai party in cui suono, prediligendo ovviamente quelli in cui si deve far ballare.

Party di Moschino al Plastic, non ricordiamo l'anno perché eravamo sbronzi di Belvedere
Party di Moschino al Plastic, non ricordiamo l’anno perché eravamo sbronzi di Belvedere
 
Cosa facevi prima di fare le feste?
Il mio primo vero lavoro è stato al Plastic, quindi diciamo che ho sempre vissuto in mezzo alle feste!

Hai vissuto sempre a Milano? Dove vivi? Con chi vivi?
Mi sono trasferito da Sondrio a Milano a 18 anni, vivo in zona Buenos Aires da solo, con due gatti.

Che locali di Milano frequentavi appena arrivato a Milano?
Plastic, Pussy Galore’s, Pervert, e poi serate che nascevano e morivano in una stagione.

Qual è la tua zona preferita di Milano? E tuo luogo preferito?
Mi piace moltissimo la Martesana, direi che è proprio il mio luogo preferito, mi piace anche andarci la sera in bicicletta. Poi mi piace anche la zona africana di Porta Venezia dove ora stanno aprendo locali e ristoranti molto interessanti.

Hai un ufficio?
Ho uno studio nel mio appartamento, dove lavoro abitualmente.

La dimora di Sergio Tavelli
La dimora di Sergio Tavelli
 
Dove vai a bere? Qual è il tuo cocktail bar preferito? E il tuo drink?
Vado spesso spessissimo al Blanco, una sorta di seconda casa, una sorta di mia famiglia, dove bevo drink analcolici alla frutta. Li prediligo agli agrumi.

E invece qual è il tuo ristorante preferito? E il tuo piatto?
Esco poco a cena, mi piace cucinare. Ultimamente però mi piace molto l’Osteria al 55, un ristorante vegano/vegetariano con dei piatti davvero innovativi. Il mio piatto preferito è il baccalà, in qualunque modo sia cucinato.

Quando stai a casa invece cosa fai? Cucini? Giochi ai videogiochi? Se stai su internet quali sono i tuoi siti preferiti?
A casa cucino moltissimo, leggo e ascolto musica. Non ho la tv, non seguo serie televisive, guardo vecchi film e pochissimi nuovi.

Visto che sei un dj dicci dove ti rifornisci di musica?
Ne compro tantissima on-line o da Serendeepity in corso di Porta Ticinese.

Il tuo disco dell’estate?
Ezra Furman, ascoltato tantissimo!

 
E in generale dove vai a fare shopping?
Shopping mai nei centri commerciali, non mi piacciono, brutti, tristi e colpevoli della morte delle città.

Oltre alla musica hai altre passioni? (sport, cucina, arte, teatro, cinema, poker…)
Leggere, cucinare, rovistare nell’armadio e trovare vestiti che mi ero dimenticato di avere.

Ci sono dei luoghi a Milano che alimentano le tue passioni?
Per quanto riguarda il food sicuramente ci sono certi negozietti biologici dove passo ore a farmi spiegare le proprietà di cibi di cui non avevo mai sentito parlare prima.

Il tuo film preferito? E il tuo libro? E il tuo brand e stilista preferito?
Il mio film preferito cambia in base all’umore, posso dire che Billy Wilder, Alfred Hitchcock, William Wyler, Woody Allen non mi deludono mai. Il mio libro preferito oggi è «Scende giù per Toledo» di Giuseppe Patroni Griffi, domani mattina magari potrebbe essere un Georges Simenon qualunque. Stilista Hedi Slimane senza nessun dubbio.

Hedi Slimane lo stilista di Yves Saint Laurent
Hedi Slimane lo stilista di Yves Saint Laurent
 
tu sei praticamente un dinosauro della notte menghina, vedi in giro delle nuove leve in gradi di stare in ballo quanto te?
Milano è una calamita di personaggi incredibili, nonostante tutti la critichino e pensino che l’erba del vicino è sempre più verde. È solo uno snobismo inutile che poi con due drink sparisce e alla fine questa città accontenta tutti. Esco poco, sono poco al corrente di nuove leve, che sicuramente ci sono.

Quando esci dove vai?
Spesso mi trovo per caso in locali senza premeditazione. Di base mi diverto ovunque, con la giusta compagnia è difficile annoiarsi. Devo ammettere che l’unica serata che frequento da più di 10 anni è il Popstarz. Dove trovo tutti gli amici.

Dopo il club: after, casa, baracchino, night…?
Dopo il club a casa o magari con amici a mangiare qualcosa oppure all’after Botox del Q 21 per gli ultimi due salti della notte.

Facce da Botox: ??, Sergio Tavelli, Carlo Mognaschi del Q 21
Facce da Botox: ??, Sergio Tavelli, Carlo Mognaschi del Q 21
 
Qual è il dj milanese che ti piace di più?
Gioco in casa: Nicola Guiducci. Maestro, mentore e di una cultura musicale (non solo) immensa.

Sergio Tavelli e Nicola Guiducci
Sergio Tavelli e Nicola Guiducci
 
Qual è il party più fico a cui hai partecipato?
Un party di Dolce & Gabbana al Metropole con concerto di Cerrone a sorpresa.

Se non facessi il dj agli eventi cosa ti piacerebbe fare nella vita?
Credo che farei l’agricoltore.

Sei fidanzato?
Sono single.

Chi è il ragazzo o la ragazza più bella del tuo locale?
Mi piacciono tutti, altrimenti non li faremmo lavorare. Indubbiamente Simon Cuz è di una bellezza aliena.

No non è un miraggio, è Simon Cuz uno dei motivii per passare al Plastic
No non è un miraggio, è Simon Cuz uno dei motivii per passare al Plastic
 
Raccontaci com’è cambiato il pubblico del Plastic negli anni.
Cambiano le mode, i modi di vestirsi, di truccarsi e di pettinarsi, ma vedo sempre gran voglia di divertirsi. In questo senso il pubblico non è mai cambiato. Notare che sono arrivato nel 1994…

Sergio Tavelli in azione alla consolle del Plastic
Sergio Tavelli in azione alla consolle del Plastic
 
Al Plastic capitano situazioni promiscue? Ci racconti quella più divertente che hai visto?
Fidanzata che cerca il fidanzato che non esce più dal bagno e lo trova con una trans.

Ti sei mai trovato in situazioni promiscue?
Può darsi, però te ne rendi conto il giorno dopo e ormai è tardi…

Ti hanno mai stalkerizzato?
No, non mi pare.

Qual è la cosa più matta che hai fatto nella tua vita?
Uscire dal Plastic alle 6, salire sulla mia Panda 750cl e andare a Riccione all’after Vae Victis che chiudeva un’ora dopo il mio arrivo. Questo quasi tutti i sabati per mesi e mesi nel 1996 credo.

Chi è il tuo eroe? Perché?
I miei genitori, mia sorella, gli amici veri, che per me ci sono sempre e sempre ci saranno.