C’era una volta il Paisley Underground. Era la prima metà degli anni ottanta, il post punk imperversava, ma in California – e dove sennò – i nostalgici del vecchio rock che veniva dato per morto non mancavano. Psichedelia e garage rock vennero fatti resuscitare da band come Long Ryders, Rain Parade, Green On Red e Dream Syndicate, che ai suoni sintetici della new wave rispondevano con le chitarre. Questi ultimi, fondati da un poco più che ventenne Steve Wynn e da Kendra Smith, più tardi negli Opal, esordirono nel 1982 con il 12” omonimo, seguito dopo qualche mese dall’album “The Days Of Wine And Roses”, per poi sciogliersi nel 1989, riunirsi con una nuova formazione, sempre guidata da Wynn, nel 2012 e proseguire da allora con altri lavori discografici ed un’intensa attività live che li portò finalmente al Monk di Roma nel 2018, ad oltre quarant’anni dal primo tour italiano che li vide dividere i palchi con i Fuzztones.
Oggi, dopo il tour dello scorso aprile che vedeva un inedito Steve Wynn Trio, con Rodrigo D’Erasmo ed Enrico Gabrielli accanto al cantautore statunitense, e la presentazione dell’edizione italiana del libro di memorie dello stesso Wynn, “Non Lo DIrei Se Non Fosse Vero”, i Dream Syndicate tornano a Roma nell’ambito delle celebrazioni dei quarant’anni di “Medicine Show“, accompagnate, come era stato nel 2022 per “The Days of Wine & Roses”, dall’uscita di una deluxe edition intitolata “Medicine Show: I Know What You Like” pubblicata lo scorso ottobre: 42 tracce su 4 CD, con l’album originale insieme a registrazioni dal vivo, demo e prove del biennio 1983-1984. E dal vivo i Dream Syndicate, dopo un primo set dedicato alle canzoni degli ultimi quattro album – quelli dalla reunion in poi – eseguiranno quel “Medicine Show” finora mai proposto integralmente. Sarà festa grande.
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Written by Carlo Cimmino