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Sat 24.01 2026

BUKA Estesa

Where

Circolo Amelia
Via privata Venezia Giulia 19, 20157 Milano

When

Saturday 24 January 2026
H 22:00 - 10:00

How much

con tessera associativa Amelia da richiedere entro le 23 del 23/01

Contacts

Sito web

Riparte l’anno in versione estesa:
12 ore, due sale e un Caveau, dalle 22:00 alle 10:00 di mattina.

La sala 1 si apre con 4 ore dei Trancesettes of Westphalia aka Dj Ungele Escape from Babylon, ovvero la nuova scuola del Salon des Amateurs di Dusseldorf, da Bruxelles arriva Hervé mente di Polichrome Audio, poi regine di casa Katatonic Silentio e Sister Effect 5 ore insieme per traghettarci verso le prime luci del sole.

Voce ai senza voce nella seconda sala.

Un “fronte di liberazione sonico” che unisce la Buka e isciān per fare approdare a Milano Radio Alhara. 

Radio Alhara è una radio indipendente nata in Palestina nel 2020.

Ha un legame con Milano che non molti conoscono: è nata da un passaggio del front end e poche righe di codice della milanese Radio Quartiere una radio spontanea nata tra amiche e amici della Buka durante la pandemia.  Questo accrocchio digitale, insieme alla sua visione di cosa è una radio online indipendente, è stato poi condiviso e ha viaggiato fra comunità amiche di Beirut, Tunisi e Betlemme,riadattandosi per meglio assecondare i bisogni locali.
“Alhara” infatti in arabo significa “quartiere”.

Radio Alhara negli anni è diventata una piattaforma e un  ponte importante per tutta l’area MENA; trasmette musica, programmi culturali e contenuti politici da una prospettiva comunitaria e di resistenza, connettendo artisti e ascoltatori locali e internazionali, soprattutto dal Sud globale.

I suoni da Ramallah di Asifeh e Dakn, ora rispettivamente di base a Vienna e Berlino, con i due progetti ibridi live, vocal e dj set tra rap e sperimentazione elettronica, da Beirut il progetto sonoro Bakisa dell’artista Moahmed Chouchair e da Tunisi Marwa Belhaj Youssef.

Con la Buka riapre anche il Caveau blindato che un tempo custodiva opere d’arte quando prima del Circolo c’era un deposito di lusso.
Questa volta con l’installazione dell’artista visiva Fred Mungo che indaga su architettura e religione.


Dalle 22:00 in Sala 1:

Trancesetters of Westphalia dj set

Quattro ore in apertura, un climax in crescendo dall’ambient, poi slow tempo fino alla nuova trance.

Prendi un club teutonico e intingilo in una soluzione lisergica,probabilmente dalle colonne di cemento armato usciranno costellazioni di funghi fluorescenti e il suono sarà quello dei Trancesetters of Westphalia.

Dj Ungel e Escape from Babylon, rispettivamente da Dusseldorf e Colonia si incontrano nel nella Germania del profondo nord ovest (Vestfalia).

Ungel è anche resident della terza generazione al Salon Des Amaterus, dopo quelle di Tolouse Low Trax e  Jan Schulte, nonchè fondatore dell’etichetta Candomble

Nipote di un predicatore sciamanico Indonesiano, il suo debutto sulla Mirror Zone di Spekki Webbu mantiene proprio quelle caratteristiche tribali e psichedeliche che rimandano alle pratiche sciamaniche.

Insieme a Escape From Babylon stanno scrivendo un altro pezzo di ricerca sui suoni trance contemporanei.

Cresciuti nel leggendario club Salon des Amateurs a Düsseldorf e influenzati dalle selezioni di ambient, trance e techno degli anni ’90, i Trancesetters of Westphalia sono noti per i loro unici live-set e le loro performance in vinile.

Con il loro EP di debutto Pulse Of The Trees EP su Junction Forest, gestita dall’artista sudcoreano S.O.N.S, hanno fatto il loro ingresso nella scena. Ritmi profondi e mistici, insieme a groove tribalistici, definiscono il loro stile psichedelico distintivo, che si colloca in un approccio sperimentale e non convenzionale alla musica dance elettronica. Come residenti del Salon des Amateurs, hanno piantato un altro seme con la loro serie di eventi “Symbiotic”, che si svolgono in varie location con l’obiettivo di esplorare un ampio spettro di musica elettronica sperimentale e trascendentale.

Ritmiche in quattro quarti che arrivano dalla techno del nord europa più rigorosa, e linee basso progressive su cui si innestano in maniera minimale le parti più scarne e incisive che si potrebbero sentire in un qualunque festival psy-trance.

Guidato dalla curiosità e da una forte spinta alla condivisione, l’approccio di Hervé alla musica e alla cultura nasce da un background ricco e stratificato, radicato nella sua crescita in Africa e ampliato nel corso della sua seconda fase di vita in Europa.

Collezionista di dischi e selector appassionato, Hervé ha sviluppato un suono club groovy, progressivo e psichedelico, in cui bassline in movimento, synth acid e melodie cosmiche convivono in equilibrio.

 

Le sue sensibilità eclettiche si estendono oltre la pista da ballo, come dimostrano i suoi listening set, che fondono con naturalezza ambient, jazz, dub e hip-hop.

Nato in Costa d’Avorio, si esibisce anche sotto l’alias Noord Loop, progetto collaborativo con il suo amico, mentore e partner di etichetta Tanzverbot.

Oltre alla dimensione performativa, Hervé è profondamente impegnato nella collaborazione, nella cura dei talenti e nel rafforzamento della cultura club. È co-fondatore dell’etichetta Polychrome Audio, della club night Interfering Grounds, di Noord Space e dell’agenzia creativa misuse. Attraverso tutte queste piattaforme, promuove il rischio artistico, la spontaneità e uno spirito di apertura — valori che definiscono tanto la sua musica quanto il suo percorso personale.


Katatonic Silentio b2b Sister Effect 

Marichiara e Stefania insieme per cinque ore per chiudere il cerchio in sala 1.

Mariachiara Troianiello, sound artist italiana dietro il moniker Katatonic Silentio, lavora all’incrocio tra musica elettronica, arti performative e studi sul suono. Sia come performer dal vivo che come ricercatrice indipendente, cerca di creare un ponte tra sfere e approcci diversi alla produzione sonora.

Attiva come DJ da oltre 15 anni, i suoi set adottano forme multiple, fluttuando tra un passato analogico e un futuro tecnologico e frenetico. A volte i suoi set si concentrano sulla pura astrazione, consistendo in paesaggi sonori eterei che cercano di trascendere il tangibile attraverso un mix di musique concrète, world, spoken word, ambient o dub. In altri casi, invece, si presentano concreti e orientati al club, incrociando techno, broken beat o drum’n’bass.

Mariachiara considera il suono come uno strumento critico e ha un interesse genuino nell’esplorare le possibilità e le pratiche sonore da prospettive sia artistiche che sociologiche.

Come compositrice, esplora l’interazione tra suono, spazio, movimento e corpo attraverso il suo lavoro nel teatro e nella danza.
Come ricercatrice, il suo lavoro attuale si addentra nelle dimensioni più antiche e mitologiche del suono, esplorando le origini del suono stesso e tracciandone l’evoluzione dalle culture primitive al mondo moderno.

 

Sister Effect divide la sua vita tra arte e musica, portando avanti parallelamente un percorso nella light art e nell’esplorazione musicale. È co-fondatrice del progetto a/v /Luci.

La sua esperienza come dj nasce nel 2007 muovendosi principalmente nei circuiti underground della musica elettronica, concentrandosi principalmente sulla drum and bass, jungle e dubstep.

Ph. Andrea Kasap©

Da qualche anno le piace sperimentare con generi diversi, dedicandosi a una ricerca musicale multiforme incentrata sul suono psichedelico,che “utilizza come tramite per accedere a nuovi mondi ed ampliare la percezione del reale”.

Nel suo programma mensile The Psychonauts, si muove dallo space rock, all’ambient, dall’elettronica più sofisticata alle sonorità cosmiche e le ritmiche tribali, “un viaggio per aprire la mente, arricchire lo spirito e guidare negli angoli più remoti e nascosti della psichedelia”.

Sul dancelfloor porta tutta la sua esperienza e ricerca passando attraverso differenti bpm e svariati generi musicali cercando sempre una connessione che renda il percorso naturale e fluido con una particolare attenzione al contesto in cui si trova e alle energie trasmesse dalle persone in quel preciso momento.

 


In sala 2:
In alleanza con RADIO ALHARA e ISCIĀN

Radio Alhara

Lanciata dalla Palestina durante il primo lockdown globale nel marzo 2020, Radio Alhara è una radio online che incarna l’idea di spazio pubblico, con l’obiettivo di ridurre le distanze tra chi produce e chi ascolta.
La radio viene costantemente ridefinita dalla propria comunità e dalle sue esigenze, interrogando al tempo stesso la rilevanza politica del contenuto sonoro in senso ampio.

isciān / ایشان

isciān, studio creativo e spirito buono attivo nel sottobosco milanese, il nome indica la terza persona singolare, ma è utilizzata soprattutto per designare la terza persona plurale, «loro», in un contesto di reciproco rispetto e riconoscimento.
In lingua Farsi, i sostantivi non sono strettamente divisi in generi, ma in esseri viventi e non.
Oggi, con questa parola, il progetto isciān vuole includere e rendere partecipi persone ed esperienze irriducibili alle identità e ai generi, alle pratiche e ai saperi.


DAKN live set

Dakn داكن è un rapper, producer e selector sperimentale con base a Berlino, originario di Ramallah, Palestina.

Il suo percorso prende forma all’interno della scena musicale underground della città, dove emerge sviluppando una pratica artistica attenta alla ricerca e alla sperimentazione.

 

Attraverso l’uso della lingua araba, Dakn costruisce un linguaggio lirico che esplora dimensioni fisiche e mentali, spingendo la scrittura oltre i confini convenzionali del rap. La parola diventa uno strumento centrale, utilizzato con precisione e intensità.

Parallelamente all’attività come MC, è un producer prolifico e un collaboratore attivo, coinvolto in progetti che attraversano stili e approcci musicali differenti. Il suo lavoro si colloca in uno spazio di dialogo continuo tra suono, testo e visione.


ASIFEH hybrid set

Asifeh (aka Stormtrap) è un producer e rapper attivo tra Vienna e Ramallah.
La sua musica intreccia rap, materiali campionati e composizioni originali, realizzate attraverso l’uso di tecnologie contemporanee e dispositivi ormai abbandonati, in un equilibrio costante tra presente e memoria sonora.

È co-fondatore dello storico collettivo Ramallah Underground, realtà fondamentale nello sviluppo della scena musicale underground palestinese, attiva tra il 2003 e il 2009. Fa inoltre parte dell’AIWA Collective, con cui ha curato una serie di eventi hip hop a Berlino, ed è co-fondatore del collettivo viennese NOISE&BEATS, dedicato a eventi e workshop di musica sperimentale.

Nel corso della sua carriera ha pubblicato quattro album solisti: Iradeh(2012), Datura (2017), Makhazen Bukra (Well Gedacht, 2020) e Tasalul(Ghost Dance Tapes, 2022). Nel 2020 ha inoltre auto-pubblicato due progetti sperimentali basati su synth, Hideout e 2003, tramite Bandcamp.

 


BAKISA dj set

Moe Choucair è un artista multidisciplinare specializzato in cinema e suono, con una pratica consolidata come performer e professionista dell’industria musicale.
È co-fondatore di Ballroom Blitz, spazio musicale multi-sala attivo come venue notturna e open house per artisti durante il giorno, che ha diretto fino al 2024 con particolare attenzione alla curatela, alla comunicazione e alla direzione creativa.

Come performer opera sotto diversi moniker, tra cui i progetti più recenti Bakisa e No Breakfast Club. In precedenza ha animato numerosi club e piattaforme sotto il nome jackthefish, partecipando a due sessioni Boiler Room e a un focus su Mixmag. La sua pratica musicale attraversa estetiche e stili differenti, muovendosi in direzioni multiple.

Le sue performance si estendono spesso oltre il contesto musicale, assumendo forme ibride nel campo dell’arte. Tra questi lavori, Air Pressure, definito come un diario dei cieli libanesi: un progetto di Lawrence Abu Hamdan presentato in musei e festival internazionali, tra cui il MoMA di New York e il Centre Pompidou di Parigi, e successivamente adattato in forma cinematografica con première alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.

Il suo lavoro quotidiano comprende inoltre attività di direzione creativa, scrittura ed editing per Ballroom Express, il ruolo di membro del core team di Ma3azef e Radio AlHara, la curatela per la piattaforma britannica Keakie, la produzione del podcast artPost21 con Dr. Omar Kholeif, la residenza artistica presso Radio Raheem ospitata dal Triennale Museum of Modern Design di Milano, oltre all’attività come consulente audiovisivo freelance. Tra le sue performance si distingue il lavoro di protesta You Are Not Very Famous in Palestine, presentato in anteprima alla Biennale di Architettura di Venezia 2021.


MARWA BELHAJ YOUSSEF  dj set

Marwa Belhaj Youssef è un’artista multidisciplinare con base in Tunisia.

Inizia il suo percorso come DJ nel 2011, sviluppando un approccio alla selezione che attraversa culture, generi e linguaggi sonori diversi. I suoi mix sono costruzioni mentali, in equilibrio tra bellezza e tensione del suono.

È artista residente di Movement Radio (Atene) e ha lavorato come booking agent e curator per LYL Radio, dove attraverso il suo show KHENJAR porta avanti un impegno personale nel supporto e nella valorizzazione di artisti arabi.

Nel 2022 è stata invitata a esibirsi per Boiler Room ad Atene, contribuendo anche alla loro System Mix Series. Negli ultimi anni ha suonato e partecipato a diverse piattaforme radio internazionali, tra cui NTS Radio, Noods Radio, LYL Radio, Rinse FM, Intergalactic FM, Radio Al Hara, Root Radio e Radio Flouka.


Nel Caveau:

Fred Mungo – “Imagine Kit”
Installazione

Una cappella inter-religiosa è un luogo in cui le persone possono praticare il culto secondo la propria fede ed è anche uno spazio in cui individui di fedi diverse, o senza alcuna tradizione religiosa, possono condividere dialogo, momenti di preghiera e di illuminazione trascendentale.

Il progetto Imagine Kit proposto dall’artista Fred Mungo, in collaborazione con il product designer Darius Dorste, consiste in un kit per trasformare qualsiasi stanza in una cappella inter-religiosa. Dopo aver analizzato una selezione di queste infrastrutture inserite in contesti diversi in tutto il mondo, il duo ha pensato ad un insieme di elementi che permettano di sedersi, inginocchiarsi, sdraiarsi, leggere in piedi, ritirarsi in uno spazio privato. 

L’intento è che qualsiasi spazio in qualunque luogo al mondo possa trasformarsi in un safe space dedito alla spiritualità e alla pace. Questa installazione artistica rappresenta un’utopia di tolleranza e allo stesso tempo uno strumento per promuoverla.

Written by La redazione