Tornare al Magnolia per un live degli Ho99o9 ha un gusto tutto frizzante dopo l’ultima volta. Era l’inverno del 2017, giorni freddi e letargici, ed eravamo letteralmente due stronzi al Magnolia per il tour di United States of Horror (in realta – a naso – una quarantina di cristiani). Ero lì con un caro amico del Molise, anche lui totalmente in fissa con quel disco di mazzate punk rap/industrial che aveva scombinato le nostre playlist di fine anno in zona Cesarini (io che uso termini calcistici sono veramente poco credibile).
Il live era stato, come preventivato, una sassata fra sterno e denti, tra scudisciate hardcore, drum machine malate e theOGM che flexa gli addominali rappando appeso a testa in giù sulla struttura del palco. Tutto bellissimo, ma mai bello quanto il frontman che a fine concerto chiede se fra il pubblico ci fosse qualcuno con qualcosa da fumare nel backstage. Detto fatto (disambigua), in 20 minuti io e l’amico 20 eravamo nel back a cazzeggiare con la band grazie al magico potere delle spezie. Come i migliori roadie, o groupie, a seconda dei punti di vista. Tornare al Magnolia per un live degli Ho99o9 ha un gusto frizzante, e sa di Lemon.
Written by TheBluntSalad