Uno degli aspetti che colpisce subito di When I Saw the Sea di Ali Chahrour è la sua immediatezza emotiva. In scena, tre interpreti raccontano storie di donne intrappolate nel sistema della Kafala, tra sfruttamento e desiderio di libertà, mentre il Mar Mediterraneo diventa confine e promessa. La performance intreccia danza, musica dal vivo e testimonianza diretta, trasformando le memorie personali in un canto collettivo di resistenza.
Il gesto di Chahrour nasce dalla cultura e dal contesto politico libanese, liberato dai codici occidentali ma profondamente radicato nelle tradizioni e nella quotidianità. Nella sua precedente trilogia “Morte” – Fatmeh, Leila’s Death e May he Rise and smell the fragrance – evocava liturgie funebri con una sensibilità poetica; con la serie dedicata all’”Amore”, culminata in The Love Behind My Eyes, vincitore del premio ZKB Patronage allo Zurich Theater Spektakel, ha esplorato la fragilità e la forza dei corpi come strumento di narrazione politica.
Anche in When I Saw the Sea, la complessità del suo lavoro emerge nella maniera più inaspettata: il palco diventa territorio di lotta e al tempo stesso spazio di celebrazione della vita, dove la danza trasforma dolore, memoria e resistenza in un gesto lirico e potente, che resta impresso molto dopo l’uscita degli interpreti.
Written by Ario Mezzolani