Aldous Harding è un’artista difficile da spiegare quanto impossibile da dimenticare. La cantautrice neozelandese ha fatto della sua presenza scenica enigmatica e di una voce straordinariamente versatile il proprio tratto distintivo. Art-pop, ambient-folk, scrittura poetica e astratta: è così che le sue canzoni prendono una forma che cambia di continuo.
Come in “Designer”, Warm Chris” e nel più recente “Train on the Island”, album in cui Harding continua a cambiare prospettiva, indossando
personaggi diversi e sfuggendo a qualsiasi etichetta troppo comoda. Sul palco non ce ne sono molte come lei: il coinvolgimento fisico, l’estremità dei gesti, quella sensazione di trovarsi completamente immersa in qualcosa di intimo anche davanti a una sala piena. Tutto questo è semplicemente il terreno naturale della sua musica, dove performance e canzone sono la stessa cosa.
Written by Aureliano Petrucci