Prima mostra personale in galleria e prima in Europa, dell’artista sudcoreana Xian Kim (1992, Seul).
Attraverso la sua pratica pittorica, Xian Kim reinterpreta oggetti e creature familiari spogliandoli di tutti gli elementi accessori per indagarne l’essenza più profonda. Ricostruiti sulla tela con texture singolari, a volte plastiche a volte ceramiche, gli elementi del quotidiano si trasformano in nature morte oggettive e spontanee. Sospesi in uno stato idealizzato di vuoto – simile a un mondo a gravità zero – i soggetti di Kim sfuggono alle inquietudini del contemporaneo per dare vita a un’utopia visiva pacifica e liberatoria, dove la temperatura emotiva cede il passo a una contemplazione silenziosa.
Il titolo della mostra, Respite for this Afternoon, funge da fulcro concettuale dell’intero progetto e fa riferimento a quella specifica e sospesa frazione di tempo tipica di certi pomeriggi soprattutto estivi. È in quel momento transitorio, quando la luce vibra di un’intensità onirica e trasognata e il tempo cronologico sembra allentare la presa sulla realtà, che si radica lo sguardo dell’artista. Varcare la soglia di questa mostra significa entrare in una dimensione intima e protetta.
Le superfici “incipriate” delle tele di Xian Kim mettono in scena un microcosmo fatto di piccole sculture, vasetti e soprammobili. Liberati dalla loro mera funzione pratica, questi oggetti si ergono a piccoli altari domestici o presepi laici. Lungi dall’essere un puro esercizio naturalistico, la pittura dell’artista si fa interregno: piegando e distorcendo dolcemente le fisionomie e le forme, l’artista innesca una nuova grammatica visiva. Riecheggiando la solitudine metafisica della grande tradizione pittorica – capace di estrarre l’assoluto dal quotidiano – le opere in mostra si pongono come celebrazioni di una materia viva e stratificata. Ogni macchia di colore è un esercizio di presenza, un invito a rallentare i pensieri per mettersi in ascolto delle “sacre conversazioni” che gli oggetti instaurano tra loro.
Written by LR