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Sat 05.09 2026

BUKA

Where

DOPO?
Via Carlo Boncompagni 51/10, 20139 Milano

When

Saturday 05 September 2026
H 16:00 - 01:00

How much

€ 15 + tessera AICS € 10

Si riparte. Si riaccende la voce del Franchino Soundsystem per farci incontrare dopo la pausa estiva, e per cogliere un’occasione rara.

Dal Giappone arrivano gli Akuma no Numa — “la palude del diavolo” in giapponese — i leggendari Compuma, Dr. Nishimura e Awano, instancabili digger e figure chiave, immersi nella scena giapponese,intercettati lungo la rotta verso il Meakusma festival.
Tre ore o più di set a sei mani, e altrettanti tra giradischi e cdj: un viaggio lento e ipnotico nel loro “Numa”, la palude in cui sprofondare.

Ad accoglierci — e ad accogliere a Milano gli Akuma No Numa — c’è Yamaren, loro connazionale e amico della pista: giovane e promettente, anima attenta e gentile, apre con un orecchio fine che si muove tra ambient, field recording e impeccabili pulsazioni.
Il finale nelle mani di Brillante: fa da cerimoniere e padrone di casa, ci porta nei suoi “Mixed Territories” con la garanzia di tenere la pista in fermento fino ai saluti.

La stagione riapre tra i cortili e negli spazi di Dopo?, Spazio per il lavoro culturale e la ricreazione condivisa, una casa perfetta per l’azione festiva della Buka in versione più intima.
In saletta come sempre il negozio di dischi “Digos” e la Cucina che sforna piatti e piattini a qualunque ora.


Di spalle, ai controlli del soundsystem:

Akuma no Numa

Akuma no Numa — “la palude del diavolo” in giapponese, titolo con cui il film Eaten Alive di Tobe Hooper venne distribuito in Giappone — è il progetto condiviso di Compuma, Dr. Nishimura e Awano.

©︎Yumiya-Saiki

 

Oltre alla loro attività come DJ, tutti e tre occupano un ruolo centrale nell’ecosistema musicale giapponese: Compuma e Dr. Nishimura sono affermati record buyer e figure storiche della scena elettronica underground, mentre Awano proviene dal mondo della produzione radiofonica. Conosciuto per set *lenti, immersivi e profondamente underground, il trio costruisce groove densi e psichedelici che prendono forma a partire da BPM contenuti, lasciando emergere un’atmosfera ipnotica e sospesa.

In un continuo back-to-back tra CDJ, giradischi e mixer, intreccia house, techno, new age, breakbeat, industrial, acid, electro, disco e suoni raccolti da ogni parte del mondo in un viaggio sonoro radicalmente leftfield. Il trio definisce questo approccio semplicemente “Numa”: una palude, cioè un luogo in cui ipnosi ritmica, profondità dub e stratificazioni sonore trasformano la pista in uno spazio percettivo in costante mutazione.


Brillante pres. Mixed Territories

Cresciuto a Milano nel suo paesaggio urbano e notturno, Brillante concepisce il club come uno spazio da attivare più che da occupare. Ogni suo DJ set nasce come un percorso narrativo: una mappa immaginaria in cui i generi musicali diventano territori da attraversare per raccontare relazioni, trasformazioni e tensioni tra culture diverse.

Attraversa linguaggi e velocità con sensibilità istintiva, costruendo traiettorie fluide e immersive sempre in dialogo con il dancefloor. Riconoscibilità e scoperta convivono in una selezione che mette in relazione radici e contaminazioni, osservando come la musica cambi attraversando i confini geografici e culturali.

Il set “Mixed Territories” con cui Brillante chiuderà questa Buka, concentra questo approccio su un itinerario tra Europa e Giappone, dove Dub, Garage, Techno, Grime, City Pop e Reggae diventano per lui “il racconto di una globalizzazione letta attraverso l’equilibrio tra Yin e Yang: un viaggio in cui ogni reinterpretazione rivela nuove possibilità di leggere la cultura contemporanea.”


Yamaren

Nato in Giappone e cresciuto tra Cina, Indonesia e Giappone, Yamaren trascorre gran parte della sua vita in un contesto internazionale, senza mai perdere il proprio senso di appartenenza alla cultura giapponese.

Questo background multiculturale lo porta ad approfondire gli studi di antropologia, spinto dalla curiosità verso le culture, le persone e la società, interesse che si riflette nelle sue selezioni musicali, che seguono un approccio antropologico e attraversano ambient, field recording, registrazioni d’archivio, ritmi lenti e downtempo.

Written by Beatrice Atzori