John Coltrane è il jazz. John Coltrane è la musica. Il suono del suo sassofono non può smettere di echeggiare, anno dopo anno, continuando ad affascinare anche l’ascoltatore più distratto. In poco più di un ventennio di attività Coltrane ha attraversato l’intero universo jazzistico, dal be bop al free jazz, prima suonando accanto a musicisti come Miles Davis e Thelonious Monk, poi incidendo a suo nome album fondamentali, da “Giant Steps” a “My Favorite Things”, da “A Love Supreme” ad “Ascension”. Nel 2026 ricorre il centesimo anniversario della sua nascita – e nel 2027 saranno sessant’anni dalla prematura morte – e le celebrazioni non sono di certo mancate e continuano a susseguirsi in ogni angolo del mondo.
Non poteva mancare all’appello il nostro Metro Core, circolo Arci nel cuore del Pigneto che ogni sabato sera apre le sue porte al jazz ed in modo particolare all’improvvisazione, né potevano non rendergli omaggio quei musicisti che vediamo abitualmente sui palchi romani (e non solo) e che portano il nome di John Coltrane inciso profondamente nel cuore.
Ecco allora che vedremo alternarsi agli strumenti Roberto Bottalico, Simone Alessandrini, Davide Di Pasquale, Manlio Maresca, Giacomo Ancillotto, Alessandra D’Alessandro, Marco Cerri Ciommei, Simone Pappalardo e tanti altri per quello che non sarà un semplice susseguirsi di cover, ma un vero e proprio viaggio sonoro nel puro universo dell’emozione.
Written by Carlo Cimmino