Il caldo. Agognato, desiderato e poi mal tollerato. La storia è sempre quella: al secondo giorno di pioggia uno desidera 30° e le ciavatte inchiodate ai piedi, al secondo giorno con 30° i rivenditori di condizionatori scalano le classifiche degli scapoli appetibili. Gioie e dolori anche per chi non può esimersi dallo stare dietro un bancone a miscelare cocktail: i clienti di stare dentro un locale non ne hanno mezza, i vicini protestano per i decibel, le ordinanze costringono tutti a stare dentro perimetri che assomigliano a recinti e fanno la gioia dei produttori di bicchieri in plastica. Come se ne esce? O ci si arma di santa pazienza, o si va al mare, visto che ce l’abbiamo a 30 minuti di auto.

Così, alcuni dei cocktail bar/bartender che più abbiamo imparato ad apprezzare a Roma migrano – integralmente o solo per alcuni giorni – sulla costa, andandosi ad aggiungere a quegli avamposti dedicati alla miscelazione che hanno trovato dimora fissa sul litorale già da tempo, in qualche bar sulla spiaggia o appena a ridosso. In questo 2019 le dimensioni del fenomeno sono iniziate a diventare interessanti e pertanto ecco una nostra prima mappatura dedicata.

Andando con ordine, a Ostia il Niji di Trastevere ha una sua dimora fissa che risponde al nome di Pachamama – a poche centinaia di metri dal Kursaal, giusto per dare un riferimento -, tra Ostia e Torvajanica c’è Ugo al Villaggio (nello storico Villaggio Tognazzi), la cui carta dei cocktail porta la firma di Riccardo Speranza (Héco), mentre qualche centinaio di metri più in là, al bancone del Talea, c’è Ilaria Bello. Andando verso nord, nel rooftop dell’istituzione Al Molo (Bastianelli) di Fiumicino le miscele sono di Joy Napolitano (The Barber Shop), a Maccarese ci sono i cocktail tiki del Creuza de Mä e l’Espargo, dove dimora il team dell’Argot, mentre ogni domenica al bancone del Coccoloco di Fregene ci trovate la squadra del trasteverino Santo. Ultima menzione – e d’onore – è per Stritt: parecchi km lontani da Roma, ma nel bellissimo centro storico di Terracina e con la firma di Francesco “Ciuciu” Spenuso, fondatore della scuola Flair Project a Roma.

Contenuto pubblicato su ZeroRoma - 2019-07-01

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