Umami

ZERO here: mangia ramen.

dav

Contacts

Umami Via Veio , 43
Roma

Time

  • lunedi chiuso
  • martedi 19:30–23
  • mercoledi 19:30–23
  • giovedi 19:30–23
  • venerdi 19:30–23
  • sabato 12:30–15:30 , 19:30–23:30
  • domenica 12:30–15:30 , 19:30–23:30

Please always check the reliability of the information provided.

Prices

Written by Nicola Gerundino il 29 March 2018
Aggiornato il 5 April 2018

Perchè di punto in bianco siamo diventati mangiatori di ramen e siamo lì a monitorare le nuove aperture e a disquisire su quale sia più buono? Reminiscenze infantili dell’animazione in tv a parte, il ramen ha tante qualità dalla sua: è davvero buono (se cucinato a dovere, ovviamente), è un pasto completo, è un pasto complesso e appagante perché permette di navigare tra tanti sapori diversi, riscalda e tonifica – non è forse sempre una minestrina brodosa che viene in soccorso agli acciaccati? Per questo accogliamo con calore e piacere Umami, ultimo arrivato nella famiglia romana dei ramen bar, ma forte di tutta l’esperienza nel campo della ristorazione di Marco Pucciotti (Blind Pig, Epiro, Sbanco, Barley Wine e via discorrendo). In cucina c’è lo chef Giuseppe Milana e a lui si devono ascrivere tutti i manicaretti che escono dalla cucina, che non si limitano al solo ramen. Molto buoni i gyoza (ravioli – € 3 o € 6) che sono preparati con gamberi, maiale o verdure e tofu, e i bun (dei panini al vapore – € 4) anche qui in variante carnivora (pulled pork) o vegetariana. Quattro i ramen presenti nel menu: Toriniku con pollo speziato (cucinato in brodo di pollo – € 13), Yasai con tofu e verdure di stagione (cucinato in brodo di tofu alghe – € 12), Umami con fettine di maiale (€ 14) e Umami Spicy, molto simile al precedente, ma più piccante. Porzioni consistenti e saporite – in cui spiccano molto i funghi shitake e l’uovo marinato – e noodles targati Pastificio Secondi. Dolci tradizionali – dorayaki e gelato (cocco e wasabi, tè matcha, zenzero marinato) – e opzioni molto interessanti sulle bevande, a partire dalla birra pale ale della casa, prodotta con luppoli giapponesi e realizzata nel microbirrificio Free Lions di Viterbo, passando per una buona selezione di sake, shochu e whisky. Sala unica, ambiente raccolto e tranquillo, bella esperienza per il palato.

Ad could not be loaded.

Leggi anche

Ad could not be loaded.