MACRO

ZERO here: spera nel rilancio dell'arte contemporanea a Roma.

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MACRO Via Nizza, 138
Roma

Time

  • lunedi chiuso
  • martedi 11–20
  • mercoledi 11–20
  • giovedi 11–20
  • venerdi 11–22
  • sabato 11–22
  • domenica 11–20

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Risale all’inizio del XX secolo l’avamposto romano della Peroni, che il sciur Francesco fece costruire in via Reggio Emilia. Sul finire del millennio il Comune ne ha deciso il recupero, al fine di impiantarci il Museo d’Arte Contemporanea Roma. Il Museo ha una sua collezione permanente che viene "esposta ciclicamente attraverso percorsi tematici", ma la maggior parte dell’attenzione è rivolta alle mostre temporanee. Decisiva per il lancio definitivo della struttura è stata la direzione di Luca Massimo Barbero, con la quale è arrivata una nutrita serie di eventi che ha denotato un’apertura soprattutto verso le collaborazioni internazionali. Un’esperienza giunta al termine nel 2011 per soffocamento finanziario proprio, ironia della sorte, nell’anno in cui il museo ha completato il suo percorso architettonico affidato all’archistar Odile Decq, comprendente il nuovo ingresso, la terrazza ad accesso pubblico, la zona ristoro e una sala per conferenze e proiezioni. Dopo un periodo di stanca, le cose si sono rimesse in moto a partire da un’idea di direzione agile e veloce – ma non certa scevra di punti interrogativi – con cicli brevi e determinati nella durata. Il primo di questi ha visto protagonista la visione di un museo diffuso e partecipato portata avanti da Giorgio De Finis, il secondo invece sarà affidato Luca Lo Pinto e alla sua proposta di museo-magazine, fatta di “rubriche” da riempire e con tanto di mostra-editoriale d’apertura.