In una città che tende a fagocitare ogni spazio culturale trasformarlo in format pronto a essere consumato facile e veloce, il progetto NOISE del Cinemino emerge come baluardo di resistenza, ribaltando il paradigma prima di tutto in quanto dispositivo aperto, fluido e inafferrabile, che si rifiuta di essere incasellato e ricondotto a un’unica funzione o a un solo pubblico. Nasce sul Naviglio Pavese, negli spazi che furono Le Scimmie, l’iconico locale storico di Milano dove anche noi abbiamo bazzicato spesso – chiuso nel 2015 dopo oltre 30 anni di indimenticabile musica live. Un’eredità altrettanto frastagliata e autentica, che si scrolla di dosso ogni granello di nostalgia posticcia e ne fa piuttosto una fonte di energia, spunti e valori: un luogo che in passato ha favorito l’incontro tra pratiche, linguaggi e comunità, oggi viene riattivato secondo lo stesso approccio ma con coordinate contemporanee.
NOISE si configura infatti come un polo culturale e sperimentale, pensato per accogliere la complessità della produzione artistica e sociale urbana. Cinema, performance, musica, parola e convivialità coesistono in un ecosistema poroso, in cui la distinzione tra palco e platea, tra programmazione e fruizione, resta volutamente permeabile, liminale. L’obiettivo non è la semplice selezione di contenuti da offrire a una platea passiva, ma la costruzione di uno spazio condiviso e attivo, in cui il pubblico è chiamato a partecipare e prendere posizione.
La doppia curatela – cinematografica, affidata al Cinemino, e live, a cura dell’associazione I Distratti – disegna un calendario poliedrico che rifiuta compartimenti stagni e gerarchie di genere. Tra cultura alta e popolare, intrattenimento e ricerca, NOISE lavora sulla contaminazione come metodo e sulla sperimentazione come pratica continuativa, restituendo alla città un luogo attraversabile, critico, in costante ridefinizione.