Barnum Cafè

ZERO here: beve sour e Cinquième Arrondissement.

Contacts

Barnum Cafè Via del Pellegrino, 87
Roma

Time

  • lunedi 09–22
  • martedi 09–02
  • mercoledi 09–02
  • giovedi 09–02
  • venerdi 09–02
  • sabato 09–02
  • domenica chiuso

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Prices

Arrivate a Campo de’ Fiori, andate verso destra e imboccate via del Pellegrino. Superate i formaggi e i vini del Bric, l’odore di narghilè dello Sciam, le bici di Collalti e siete arrivati al Barnum. Sta lì da diversi anni – un lustro per la precisione – ed uno di quei posti su cui puoi contare sempre e in qualsiasi momento, che si tratti di colazione, di un pranzo veloce ma di sostanza, di un caffè o di un aperitivo. Ecco, dal tardo pomeriggio in poi, qui si sale in cattedra anche sui cocktail, con un professore che ha una di quelle cattedre importanti, ed è spesso in giro a diffondere il suo sapere miscelato, coadiuvato al bancone da Federico Tomasselli. Accomodatevi al bancone sugli sgabelli, sprofondate nei divanetti, sfogliati a dovere la carta e fate la vostra scelta: troverete da una parte le ricette della casa, dall’altra i grandi classici dove c’è anche la possibilità di scegliere un percorso di tre assaggi per partire dalle basi storico-gustative in caso abbiate bisogno di un ripasso o partiate da zero. Quella degli “House Cocktails” è la scelta consigliata per testare al meglio la mano e il palato della casa. Tra questi segnaliamo il Cinquième Arrondissement (gin, liquore di sambuco, sciroppo semplice, limone, bianco d’uovo e top di vino) oppure il Pink Seal (Black Sea Rum Gosling, orzata, limone e lime, di nuovo bianco d’uovo e succo di pomplemo). Poi ancora La Santa (rum La Mauny 50, english bishop, limone, granadina, angostura e arancia), Cosa Nostra (bourbon, un cubetto di zucchero, campari, rabarbaro, angostura), Echo Umberto (sciroppo di Blanche de Bruxelles, limone, dash di assenzio,Chartreuse e gin), Columbus Sour (bourbon, rye, vermut, bitter Peychaud e di porto, sciroppo semplice, limone e bianco d’uovo). Per i classici, le rielaborazioni del Sazerac – a base di mezcal – e del Martinez. In ogni caso, sia che scegliate l’una o l’altra parte della carta, cascate benissimo. In caso vi ritroviate ad abbassare la serranda godrete di una passeggiata per il centro con i neuroni massaggiati dai drink che è sempre un’esperienza notevole.