Stresa

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Written by La Redazione il 13 July 2016
Aggiornato il 19 July 2016

Cinque buoni motivi per scegliere Stresa come meta della vostra gita:

Una Strixia di lusso
Il New York Times lo ha dichiarato tra i dieci luoghi più affascinanti al mondo. Eh già, Stresa ne ha fatta di strada da quando nel 998 il vescovo di Tortona firmava un contratto d’acquisto per una strixia sulle rive del lago Maggiore. “Strixia” dal longobardo “strich”, striscia di terra. Ancor oggi nel dialetto stresiano “strecia” significa “strettoia”. Non a caso le prime famiglie di pescatori e contadini iniziarono a costruire le abitazioni lontane dalla riva del lago, al riparo da inondazioni. Ne ha fatta di strada grazie a quella del Sempione voluta da Napoleone e inaugurata nel 1805 come principale vai panoramica attraverso le Alpi. E ancora di più con l’apertura del traforo ferroviario nel 1906. La Belle Epoque era superbe guardando le isole Borromeo. Rockefeller camminava lentamente, Bernard Shaw sedeva su una panchina osservando i muratori che erigevano il Regina Palace. E prima di loro la Duse e D’Annunzio avevano sostato tra le aiuole con sguardi incendiari. Nasceva il lungolago Umberto I, dal nome del re che proprio qui aveva chiesto in sposa Margherita. Una passeggiata che non solo sottolineava le rive del lago ma anche il suo splendore.

Des Iles Borromées – Romanzo a five stars
Non è chiaro se nel 1918 il giornalista-reporter bevesse già mojito, sicuro è che per dieci giorni Hernest Hemingway convalescente per una ferita di guerra, girò intorno al tavolo da biliardo del Grand Hotel des Iles Borromées, cercando di dare la spaccata perfetta.
Fate un giro sul lungolago e chiedetevi come dev’essere avvistare le isole dalla suite 106, quella dedicata a “Papa”, o baciarsi come Frederick e Catherine di “Addio alle armi” che qui passarono le loro ultime notti insieme. Chiedetevelo ma senza troppa malinconia. Potete sedere nella veranda liberty e sorseggiarvi anche voi un cocktail, scegliere un massaggio alla spa o un bagno in piscina anche se non siete ospiti dell’albergo. Fatevi prendere dallo spirito del vecchio Hemigway: non esiterete a prendere la ferrovia elettrica che porta fin su in cima al Mottarone (1492 mt) e da lì godere di un vista unica al mondo su seven italian lakes! Quando tornerete una seconda volta vi sentirete a casa e anche voi come Hernest avrete voglia di firmare il Libro d’Oro dell’hotel aggiungendo al vostro nome “an old client”.

Spiagge – Dal 1946 che bellezza le bellezze al bagno
“Che bellezze!” Nel ’48 arrivò anche il principe Antonio De Curtis. Seduto a una tavola imbandita Totò portava al viso le mani di due aspiranti miss e fingeva gli mancasse il respiro. La bellezza italiana del dopoguerra è nata qui, quando dal ’46 al ’49 si tenne a Stresa il concorso di Miss Italia. Rossana Martini vinse “per sbaglio”. Era una ripescata e l’abito con cui venne incoronata le fu prestato dalla figlia di Bellora, un imprenditore che villeggiava sul Lago. Quando fu nominata in ex equo con la Pampanini scoppiò il putiferio. Le sedie volavano nella grande sala del Regina Palace. L’anno dopo fu la volta della Bosè e della Lollobrigida. Dopo tanta tradizione non si può negare che di bellezze ce ne siano ancora. Soprattutto in questi ultimi anni, da quando il lago è tornato di moda. Bellezze eleganti come le spiagge che orlano il lago. Le migliori sono la Spiaggia Borromeo, la Regina Blu e quella di Villa Pallavicino. Per chi ama il mistero la meta è Cannero: da lì si può affittare una barca e andare a nuotare vicino le due piccole isole che ospitano le rovine dei castelli detti “Malpaga”. Dove ancora crescono le rose.

Assaggi di Stresa
Purtroppo anche se implorate sarà difficile accedere alla strepitosa biblioteca dei padri rosminiani nel Palazzo Bolongaro (1770). Ma le consolazioni a Stresa non mancano: le margheritine in pasta frolla ricetta segreta del Gigi Bar sono un must. Dedicatevi alla ricerca di una delle monografie numerate sui grandi autori locali, da Piero Chiara a Clemente Rebora, che Franco Esposito pubblica sotto la testata culturale Microprovincia, legata al premio Stresa. Franco vive a due passi dal Gigi Bar e qui incontra gli scrittori in arrivo da Milano o dalla Svizzera quasi ogni pomeriggio. Se passate da queste parti ad agosto e settembre delizierete le vostre orecchie con le serate musicali in programma sull’Isola Bella e il vostro palato con funghi e polenta se decidete di passeggiare al Mottarone godendovi il panorama. Fate lo struscio in Via Roma e poi prima di tornare a casa non scordate il pane di segale, uvetta e noci che Antonio Coppola propone con il prosciutto della Val Vigezzo, il migliore dei salumi locali.

Gite in barca – Le isole meno isolate della Lombardia
Andare sulle isole Borromeo una volta a Stresa è come finire una cena con l’ammazzacaffè. Una conclusione perfetta. L’Isola Bella non è solo famosa per il matrimonio di Lapo e Lavinia e per la Conferenza di Stresa (1935) tenuta da Mussolini: già ne andavano matti Flaubert, Stendhal e Dickens. Soprattutto per lo straripante giardino all’italiana fatto a terrazze, per le stanze dove dormì Napoleone nel 1797, per la Sala degli Arazzi e la vista che ispira a ogni respiro. L’Isola Madre invece sorprende per l’estensione e per il colore delle acque che riflette il verde del bosco rigoglioso. Ma la più bella è l’Isola Pescatori. Soprattutto tra le nebbie autunnali, appare come un villaggio tra le onde: una cinquantina di case, un campanile, un centinaio di barche appoggiate alle spiagge sabbiose e le reti stese al sole. Che per un attimo ti fanno credere di essere al mare e sentire il sale sulle labbra.

Gaia Manzini